Chiusi in casa a mangiare La pandemia ci ha resi obesi

  • LA RICERCA

ROMA Ricordate quando eravamo tutti in casa a fare il pane? Beh, ora la dieta è l’obiettivo di più di un italiano su tre (36%) nel 2021, dopo un anno segnato dal Covid che ha costretto in molti a rinunciare all’attività sportiva e rimanere più tempo in casa, anche a cucinare. 
E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixè divulgata in occasione del World Obesity Day che si è celebrata ieri in tutto il mondo il 4 marzo. 

Quattro su dieci
L’emergenza Covid ha infatti fatto ingrassare più di 4 italiani su dieci (44%) che sono aumentati di peso per effetto dello smart working, della chiusura delle palestre e all’attività sportiva e della tendenza a dedicare più tempo in cucina. Questo dato emerge invece da una analisi di Coldiretti su dati Crea. Coldiretti spiega che la pandemia «ha imposto un cambiamento radicale delle abitudini di vita e di consumo che ha avuto effetto anche sulla bilancia, dove la tendenza a mangiare di più, spinta dal maggior tempo trascorso fra le mura di casa, non è stata compensata da una adeguata attività fisica per la chiusura delle palestre e all’attività sportiva». 

Dieta mediterranea
«In aiuto degli italiani viene la dieta mediterranea che festeggia - continua la Coldiretti - il decennale dell’iscrizione nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco, avvenuta il 16 novembre 2010». 
Non è un caso, sottolinea l’associazione, che all’estero in netta controtendenza con il crollo degli scambi commerciali, cresca la domanda dei prodotti base della dieta mediterranea Made in Italy, tanto che dove nel 2020 si registra un valore record nelle esportazioni con un aumento medio del 9%, dalla frutta alla verdura, dalla pasta all’extravergine fino alle conserve di pomodoro (elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi ai primi dieci mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019).

Molta frutta nei mercati
 «In Italia peraltro il lungo periodo di caldo in pieno inverno - segnala ancora la Coldiretti- ha favorito la presenza sui banchi dei mercati delle primizie con un mese di anticipo, con la raccolta di zucchine e fragole nel Lazio già avviata, ma anche l'arrivo degli asparagi in Campania e delle fave in Sicilia molto prima del tradizionale appuntamento del primo maggio». 

Un bicchiere di vino
Una primavera anticipata che, aggiunge l’associazione, «ha ampliato le opportunità di scelta di frutta e ortaggi che rappresentano la componente base della dieta mediterranea insieme a pane, pasta, carne, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari». Un vero e proprio «toccasana per il 44% degli italiani» che sono aumentati di peso, stando all’analisi di Coldiretti eseguita su dati Crea.

Articoli Correlati
LA RICERCA

Anche le mucche hannouna fase adolescenziale

Studio della University of British Columbia: le mucche da latte, come gli esseri umani, attraversano una fase adolescenziale proprio
LA RICERCA

Elisir per la carriera? Una sana vita sessuale

Lo studio americano: le persone attive sotto le lenzuola sono anche più motivate e produttive quando vanno al lavoro
LA RICERCA

I giorni della ricerca per combattere il cancro

Fino all’8 novembre torna l’iniziativa promossa dall’Airc per raccogliere fondi sempre più necessari in Italia