Covid, il Lazio in bilico rischia l'arancione

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ROMA La certezza si avrà solo, oggi con i dati completi delle autorità sanitarie, ma l’andamento delle ultime due settimane e in particolare di quella che sta per chiudersi, non lasciano sperare per il meglio.

Da lunedì il Lazio potrebbe tornare a essere zona arancione, colpa soprattutto delle varianti del Covid, prima tra tutte quella brasiliana, che rendono il virus più aggressivo. «Calano i decessi, ma aumentano i nuovi focolai», ha spiegato ieri l’assessore regionale alla salute Alessio D’Amato. L’indice Rt negli ultimi giorni è oscillato nel Lazio tra 0,98 e 0.99, se raggiungesse l’1 si tornerebbe in arancione, con le limitazioni negli spostamenti tra comuni e quelle per bar e ristoranti. Intanto prosegue l’impegno della regione nella campagna di vaccinazione, nonostante la penuria di dosi: ieri è stata superata la soglia delle 490 mila dosi somministrate, con una media di 17mila immunizzazioni al giorno.

Intanto il bollettino sui contagi ieri ha fatto registrare 1.702 nuovi casi nel Lazio, 726 dei quali nella Capitalee, su un totale di oltre 33 mila test effettuati. I decessi sono stati 22, 13 in meno rispetto a mercoledì.

In vista del week end la questura ha approntato il piano per evitare assembramenti, con controlli e percorsi delimitati da transenne in centro, a San Lorenzo, Trastevere, lungo le strade dello shopping e nelle località balneari, in alcuni casi già da oggi. E per evitare il consumo di bevande in strada, la sindaca Raggi sta per firmare un’ordinanza che impone ai minimarket la chiusura entro le 18.

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