Zia e nipote regine del best seller per ragazzi

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Margherita sembra l’eroina di un romanzo, un po’ Greta Thunberg, un po’ Pippi Calzelunghe.  Ha 11 anni, vive a Montecarlo e lei e sua zia, la scrittrice Simona Sparaco, sono una persona sola. Tra di loro si chiamano così: “Margie” come Margie Simmons, pseudonimo scelto per scrivere romanzi per ragazzi diventati una saga bestseller che sarà presto un film. Dopo il primo “Lostland. La terra degli oggetti perduti”, il secondo capitolo “Ritorno al mondo che non c’è” (De Agostini, p. 169, euro 13,90) conferma un sodalizio artistico forte di uno straordinario rapporto nipote-zia.

Simona, lei ha due figli maschi: Margherita chi è per lei?  
SIMONA: Margie è stata la figlia femmina che non ho avuto. Quando le raccontavo le storie da piccola non solo le ascoltava ma partecipava, ne inventava altre.

Poi vi siete messe a pubblicare davvero…
SIMONA: nche questo è nato per gioco, da una domanda: ma che fine fanno gli oggetti quando si perdono?
MARGHERITA: è così! Io perdo tutto, la zia perde tutto, quando vado a casa sua passiamo almeno un’ora o due a cercare telefono, occhiali,  chiavi della  macchina… così ci siamo inventate Lostland, un mondo dove gli oggetti perduti si rianimano.

Nella vita concreta chi siete l’una per l’altra?
MARGHERITA: la zia è la sorella grande, l’amica a cui raccontare cose che a mia mamma non racconto…
SIMONA: non ho mai avuto con lei un atteggiamento “da grande”. Delego a mia cognata la scocciatura di rimproverarla quando serve.

Ally Gram la protagonista del romanzo è alla ricerca del padre che non c’è più. Da che vissuto di sofferenza parte?
SIMONA: è stato un modo per esorcizzare le nostre paure di perdere qualcuno. Scrivere questo libro è stato affrontare dei temi profondi con la leggerezza con cui potrebbe farlo un bambino.
MARGHERITA: soprattutto con il Covid, inventarsi un mondo dove si può fare tutto è stato liberatorio e un modo, da distanti, di sentirsi vicine.