Un Dpcm più duro contro le varianti

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ROMA La variante “inglese” sta rapidamente «diventando dominante» in Italia per la sua capacità di diffusione (lo scorso 18 febbraio ha raggiunto una prevalenza del 54%) ed ha una «particolare capacità di penetrazione nelle fasce generazionali più giovani» (tra i 10 e i 19 anni, ma anche tra i 6 e i 10 anni) seppure «fortunatamente senza conseguenze sanitarie gravi». Per questo nel nuovo Dpcm firmato ieri dal premier Draghi - e che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile - è stata prevista nelle zone rosse la chiusura delle scuole «di ogni ordine e grado». Ma la didattica a distanza, come ha precisato il ministro della Salute Roberto Speranza, scatterà automaticamente anche in quei territori «dove il tasso di incidenza del contagio su 100 mila abitanti in 7 giorni sarà pari o superiore a 250».

Bevande e cinema

Altre novità: l’eliminazione in tutte le zone del divieto di asporto delle bevande dopo le 18 (sempre con coprifuoco alle 22) e la possibilità dal 27 marzo nelle zone gialle di poter visitare i musei su prenotazione il sabato e nei giorni festivi, oltre che di poter riaprire teatri e cinema (con posti a sedere preassegnati e capienza non oltre il 25% di quella massima fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala). Per il resto il Dpcm ha confermato il sistema dei colori già in vigore, estendendo sino al 27 marzo il divieto di spostarsi tra regioni o province autonome. Nessuna deroga, al momento, per eventuali ricongiungimenti famigliari nel periodo di Pasqua («vedremo più avanti monitorando la situazione», ha precisato Speranza).

Lockdown a macchia di leopardo

Per contrastare soprattutto le varianti del Covid, invece, si procederà con «misure restrittive molto localizzate», come stanno già facendo diversi presidenti di Regione per specifici ambiti. È quanto sta avvenendo in Alto Adige e in Piemonte (zona rossa per otto comuni); ma anche in Toscana (in zona rossa sono le province di Pistoia e Siena), nella Città metropolitana di Bologna e nel Lazio (in Ciociaria). Lockdown mirati anche in Sicilia e in Abruzzo. I ministri Speranza e Gelmini hanno tenuto a sottolineare che il primo Dpcm dell’era Draghi segna una discontinuità nel metodo, con un maggiore confronto con gli enti locali e il Parlamento.

Preoccupazione per la “brasiliana”

Oltre alla variante “inglese” preoccupa poi quella “brasiliana”, che ha raggiunto una prevalenza del 4,3% ma tutta concentrata nelle Regioni del centro Italia. «Non se ne conosce la pericolosità potenziale - ha detto Brusaferro, dell’Iss - e non ci sono certezze sulle conseguenza rispetto ai vaccini».

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