Aule chiuse in 400 comuni Via ai vaccini agli insegnanti

  • Milano

 Ormai in Lombardia domina la variante inglese nel 64% dei tamponi sequenziati e si affaccia la più temibile variante nigeriana, intercettata in un caso nel Bresciano. Nelle scuole della Bergamasca sono triplicati i contagi. I numeri parlano di un tasso di positività in calo all’8,9% con  3.762 nuovi casi, un aumento dei ricoveri e 55 deceduti.
La situazione quindi è seria e conferma la necessità di partire dal 3 fino al 10 marzo  con l’allargamento della zona arancione rafforzata a 400 comuni su diverse province lombarde. Martedì alcuni sindaci del Milanese hanno protestato con il presidente Attilio Fontana per non essere stati avvisati prima. La principale conseguenza dell’arancione scuro è la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, tranne i nidi. Proprio sul fronte della scuola è stato annunciato dalla Regione che dal 3 marzo cominceranno le adesioni e dall’8 marzo le vaccinazioni del personale della scuola, ma non nei nidi e nelle materne. Lacuna ritenuta grave da Cgil, Cisl e Uil.
Per il personale fino a 65 anni, il vaccino utilizzato sarà quello di AstraZeneca. La campagna per gli insegnanti dovrebbe chiudersi in 5 settimane.  Per quanto riguarda le università, l'accordo prevede la fornitura del vaccino da parte di Regione Lombardia agli atenei, che effettueranno le vaccinazioni in autonomia. La Bicocca vaccinerà presso il suo centro medico anche il personale del Politecnico. Controcorrente   l’approvazione a maggioranza in Regione di una mozione dell’ex assessore Giulio Gallera che chiede la riapertura serale dei ristoranti, di palestre, piscine, cinema e teatri.

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