L’Europa accelera sul pass vaccinale

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ROMA «Nei prossimi giorni aumenteranno i vaccini, un quarto verrà approvato, e dovranno aumentare anche le campagne di vaccinazione nei vari Stati membri dell’Ue. Nessuna dose deve rimanere inutilizzata». L’Europa sembra spingere sull’acceleratore della immunizzazione di massa e insieme all’annuncio della commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides, la Commissione europea spiega che «farà una proposta legislativa a marzo» (il 17 marzo) per il certificato vaccinale ribattezzato Digital Green Pass che, «sulla base della situazione medica», servirà a «facilitare i viaggi di lavoro e di piacere». L’obiettivo «è averlo in funzione da qui a tre mesi», dunque entro giugno. Lo scopo è fornire la prova che una persona è stata vaccinata; dare i risultati dei test per coloro che ancora non sono stati vaccinati; dare informazioni sulla guarigione dalla Covid-19. «Rispetterà la protezione dei dati, la sicurezza e la privacy» garantisce la presidente von Der Leyen.

Il nodo della privacy

In Italia il Garante della privacy ritiene però che il trattamento dei dati relativi allo stato vaccinale dei cittadini a fini di accesso a determinati locali o di fruizione di determinati servizi debba essere oggetto di una norma di legge nazionale, conforme ai principi in materia di protezione dei dati personali». Ieri  l'Agenzia europea per il farmaco (Ema) ha annunciato che «snellirà le procedure per renderle il più veloci possibile e lavoreremo con la nostra task force industriale insieme al Commissario Breton per aumentare la produzione». In Italia Lorenzo Wittum, amministratore delegato di AstraZeneca Italia, ha spiegato in un’intervista su Sky che l’azienda è disposta a «cedere licenze di produzione» del vaccino anti-Covid «per far sì che si possa accelerare». Sulla efficiacia della dose singola, ha ribadito, che «in Inghilterra è stata presa questa decisione: dai dati preliminari della Scozia sembra che questa strategia funzioni».

Takis, vaccino italiano

I primi volontari hanno ricevuto ieri la dose del vaccino anti-Covid italiano ideato da Takis, azienda con sede a Castel Romano (Roma) in collaborazione con Ospedale San Gerardo di Monza, Università Bicocca, Istituto Pascale di Napoli e Spallanzani.  Si tratta del primo vaccino a Dna che ha raggiunto la fase clinica. 

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