Coronavirus Italia

"Massima prudenza" o arriva terza ondata

Coronavirus

ROMA Massima prudenza e massime precauzioni perchè i contagi, sospinti dalle varianti Covid, hanno ripreso a crescere e una possibile terza ondata è alle porte. La linea del Comitato tecnico scientifico è quella di chiedere misure più restrittive da inserire nel nuovo Dpcm. Ma il premier Draghi, che ha ascoltato i ministri competenti e i responsabili sanitari a Palazzo Chigi, deve mediare con le istanze della Lega, degli imprenditori e dei governatori delle Regioni che premono per una ripresa delle attività. Mercoledì il ministro della Salute, Roberto Speranza, riferirà in Senato sulla linea prescelta.

Zone rafforzate

Intanto la situazione sul territorio non è delle più incoraggianti. La Regione Lombardia ha istituito in tutta la Provincia di Brescia e nei Comuni di Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Caleppio, Credaro e Gandosso in provincia di Bergamo e Soncino, in provincia di Cremona, una zona arancione rafforzata. Stretta anche in Liguria, a Sanremo e Ventimiglia, e in Abruzzo.

Forniture dimezzate

E una brutta notizia arriva anche sul fronte vaccini, con AstraZeneca che fornirà meno della metà delle dosi ordinate dall’Ue per il secondo trimestre: 90 milioni invece di 180. Manca, insomma, la materia prima. L’obiettivo del governo Draghi sarebbe infatti quello di arrivare ad una campagna di massa di 500 mila vaccinati al giorno, contro gli 80-90 mila di oggi. In totale si potrebbero così immunizzare 6 milioni di italiani ogni mese. Un’operazione possibile grazie al coinvolgimento dei medici di base e dei pediatri. A loro spetterebbe il compito di inoculare agli under 65 il vaccino AstraZeneca, che non necessita di una rigida catena del freddo. Anche la Protezione civile sarebbe pronta a mettere in campo 300 mila volontari. Per i luoghi si valuta di “sdoganare” caserme, stadi e grandi parcheggi.

Le pressioni della Ue

Insomma, mancano solo le dosi. Sono state consegnate, in due mesi, 3,9 milioni di dosi da Pfizer, poco più di un milione da AstraZeneca e 244 mila da Moderna. Domani il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, incontrerà Farminidustria per provare ad individuare aziende che possano aiutare nella produzione del vaccino in Italia. Stessa strategia dell’Unione europea, che punta sulla collaborazione pubblico-privato per aumentare rapidamente la produzione di massa dei vaccini. L’intento è riuscire a produrre in diversi siti nei Paesi Ue grazie alla concessione di licenze (provvisorie) da parte delle aziende che hanno già ottenuto l’approvazione.

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