Spettacoli

«Questo Sanremo sarà un'astronave verso il futuro»

Festival di Sanremo

SANREMO «Sarà un’astronave e una sorta di stargate, verso un futuro migliore al quale aspirare». Così Gaetano e Maria Chiara Castelli spiegano la loro scenografia per il Festival di Sanremo. Distanziamento, sì. Senso di vuoto, no. E se il sociologo Franco Ferrarotti  non ha dubbi nell’affermare che «Sanremo apre strade nuove e dà speranza, e dunque va accolto con gratitudine anche in tempi di pandemia», c’è chi spera di poterci veramente arrivare su quel palco. Il Tribunale civile di Roma deciderà mercoledì se escludere la canzone “Chiamami per nome” della coppia Fedez/ Francesca Michielin.

Nelle stesse ore in cui la giudice Garrise sarà in aula, ci sarà invece chi  salirà in sella alla sua bici a Milano per arrivare il primo marzo al Teatro Ariston - 300 chilometri, in 6 tappe. Obiettivo: ribadire che le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo dal vivo non sono “L’ultima ruota”. Questa sorta di pellegrinaggio laico diventerà poi un documentario girato dalla regista Claudia Cipriani.

A proposito di “comunità”, eccola Amare, la ballad melodica che La Rappresentante di Lista (Veronica e Dario) porterà sul palco dell’Ariston per la loro prima volta: «È una canzone che parla di corpi, di vita, di comunità, della ricerca di una rinascita, di un senso di libertà e ovviamente di amore». Il brano farà parte dell’album My Mamma, che uscirà  il 5 marzo. 

PATRIZIA PERTUSO

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