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Barbara Foria: «La comicità? Non ha sesso»

Barbara Foria

TELEVISIONE Dal teatro alla radio, dal cinema alla tv. Barbara Foria è la new entry del cast di “Quelli Che il Calcio” in cui interpreta, tra l’altro, Mamma Angela, rappresentante negazionista del popolo delle mamme. che col megafono va in piazza per dar voce al  nuovo movimento, la parodia di Serena Bortone ormai virale. E il 26 febbraio andrà sarà su Comedy Central il suo  One Woman show.

Come nascono i suoi esilaranti personaggi?
«Un vero colpo di fulmine! Vengo folgorata da uno sguardo, un gesto, un timbro di voce o un atteggiamento particolare di un soggetto e me ne “innamoro”. Mi attraggono i tipi dalla forte personalità, li studio, cercando di coglierne caratteristiche e sfumature, per poi esasperare il tutto in chiave ironica, a modo mio, alla Foria! E quel che mi affascina nelle parodie è trasformare i punti deboli di un personaggio in punti di forza e viceversa».

Ma quanto si diverte nelle sue varie maschere?
«Tanto. Se non mi divertissi io in primis non potrei divertire il pubblico: è  il segreto! Spesso mi capita di ridere già in fase di scrittura di un testo comico, a volte anche solo immaginandolo, e quando accade, vuol dire che sarà spassoso metterlo in scena».

La sua laurea in Giurisprudenza è servita per costruire le spettacolari arringhe?
«Certo! Le mie arringhe comiche sono frutto di anni di studio di diritto. Solo che nei miei monologhi sono sia avvocato difensore che Pm, una difesa e accusa continua con diritto di replica e in tanti teatri. La laurea mi ha dato rigore, ordine e disciplina ma soprattutto memoria! (ride, ndr) certo poi l’età avanza… L’impegno che avevo nello studio ho cercato di trasportarlo nel lavoro di attrice. Sono meticolosa. A volte la parte razionale dell’avvocato si scontra con l’istintiva dell’artista: un gran caos!».

Soddisfatta del suo percorso?
«Soddisfattissima! Ho raggiunto molti traguardi e  realizzato tanti sogni. Aver recitato nei teatri più belli d’Italia, essere speaker di Rtl 102.5 e fare radio, aver avuto la fortuna d’incontrare e lavorare con alcuni dei miei miti al cinema e in tv, mi rende una donna  felice, grata e gratificata. Ma sono una di quelle bambine ribelli che ha sempre “sognato in grande e puntato in alto”.  Quindi, ho ancora qualche cassetto da aprire e gradino da salire».

Per una donna è difficile conquistarsi una fetta di credibilità nella commedia?
«Non è una passeggiata vista mare, ma più una scalata alpina. Poi una volta arrivate in cima alla montagna, si può scendere in seggiovia comode, comode! Peccato che io abbia amato più il mare. Non ho mai accettato l’idea che un’attrice debba dimostrare sempre di più di un attore.  Come se la comicità femminile dovesse essere una conquista, una riconferma, sempre oggetto di giudizio e non solo da parte degli uomini. La capacità di far sorridere non è certo determinata dal sesso. O hai l’ars comica o no. “O’tien o nun’o tien”. E poi si sa che le donne amano le sfide e sono le più determinate!  Passione, determinazione, talento e… un pizzico di fortuna di certo sono ingredienti necessari».

La sua stella polare? Il suo modello di riferimento?
«Ho un cielo stellato che ogni sera  guardo e mi carica. Di solito seguo la: Seconda stella a destra, questo è il cammino... E poi dritto fino al mattino. Poi la strada la trovi da te, porta all’Isola che Non C’è. I miei modelli sono tutte le persone che non rinunciano, o almeno ci provano, e che non perdono la capacità di sognare, di reinventarsi e di vivere la vita con leggerezza e ironia. Ma un mito ce l’ho: Alex Zanardi». 

 

 

ORIETTA CICCHINELLI

 

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