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Irama: «La mia canzone è un inno alla vita»

Irama

MUSICA «La genesi del tuo colore è un inno alla vita». Così Irama a proposito del brano con cui torna in gara al Festival di Sanremo per la terza volta (nel 2016 con “Cosa Resterà” nella sezione Nuove proposte, nel 2019 con “La Ragazza Con Il Cuore Di Latta” che fu doppio disco di Platino). Dopo un 2019 travolgente in cui ha battuto record di vendite e classifiche e un tour chiuso con un sold out al Forum di Assago, l'artista 25enne non vede l'ora di tornare dal vivo nei palazzetti per 2 date speciali: sabato 9 ottobre 2021 al Palazzo dello Sport di Roma e mercoledì 27 ottobre al Mediolanum Forum di Assago. 

Ma intanto c'è il Festival e la sua nuova canzone che va, dolorosamente, dritta al cuore...
«Perché la vita ha un legame molto forte con la sofferenza. Nei momenti di sofferenza, quando rischiamo di perdere tutto, a volte nasce qualcosa dentro di noi che fa scoppiare il colore e fa tornare a scorrere la vita. Il colore per me rappresenta la vita, con le sue tante e diverse sfumature che scorrono dentro di noi come il sangue nelle vene. A volte sembra che la vita voglia giocare con noi, sembra voler decidere la nostra sorte e suonare le nostre corde facendoci sentire inermi davanti all’esistenza, ed è proprio in quei momenti che nasce qualcosa dentro di noi che riesce a fare esplodere il colore che fa tornare a scorrere la vita». 

Carico di elettronica, il brano di Irama ha un testo (scritto da Irama con Dardust e Giulio Nenna) che potremmo definire come?
«Sicuramente più etereo, più spirituale di quelli che ho cantato finora: non è schietto, non è immediato ma è una cosa voluta. Questa volta arriverà prima l’emotività». 

“La genesi del tuo colore” ha tante facce diverse...
«Chi è felice lo troverà un brano felice, chi è malinconico lo troverà più triste. Ma le sonorità della canzone sono molto colorate. Ci sono tante sfumature, tanti mondi che mi appartengono. E anche tanti mondi che ho esplorato forse proprio con questa canzone». 

Ma come sarà questo Sanremo 2021?
«
La parola d’ordine di questo festival, Rinascita, mi piace: si combini con la parola Genesi che è racchiusa nella mia canzone. La rinascita è cosa meravigliosa. Cosa mi manca in questo periodo? Mancano tante cose di quello che possiamo definire “il mondo di prima” della pandemia: vedere le persone a cui vuoi bene, passare una serata in giro, però sono convinto che tutto questo tornerà presto e che il virus passerà. Intanto con Sanremo cercheremo di portare un pò di leggerezza e spensieratezza».

Vincere Sanremo per portare all’Eurovision Song Contest il suo brano. 
«Sarebbe meraviglioso poter rappresentare il mio paese all’Eurovision. Mi piacerebbe tantissimo. Il mio obiettivo, se guardo avanti, è proprio quello di riuscire a portare la mia musica fuori dai confini italiani».

Sulla serata cover del giovedì cosa può svelare?
«Sarà una cover di una persona con cui sono cresciuto, sono molto legato a questo artista e alla canzone che ho scelto. Massimo Ranieri mio ospite? Non posso dire niente». 

Irama si sente più a suo agio in un Sanremo come questo, con tanti suoi coetanei a calcare il palco?
«Da Fulminacci a Fasma, a Gaia, ci sono tanti giovani come me. Ma non sono molto bravo a guardare gli altri. Quel che mi ha portato fin qui è stato pensare a superare me stesso più che gli altri. La grandezza dell’artista è morire provandoci». 

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