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Fattore campo addio è il calcio del Covid

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CALCIO Addio. O forse chissà, arrivederci. Cancellati -almeno per ora- i tifosi dagli spalti, il Covid ha annullato anche il fattore campo. Giocare  in un San Siro vuoto o in una bolgia di 80mila persone urlanti può mai essere la stessa cosa? No. E infatti, giocare in casa o in trasferta, in questa Serie A, è pressochè uguale:  al 15 gennaio scorso  in campionato si erano giocate 168 partite: di queste  44 sono finite in pareggio, delle restanti 124, 62 le aveva vinte la squadra di casa e 62 quella in trasferta. Lo scorso campionato, del resto, aveva già registrato il recurd assoluto di punti conquistati in trasferta  (493). E, per dirla tutta, la situazione aveva avuto un illustre precedente osservato in Bundesliga da uno studio dello scorso anno.  L’analisi si era focalizzata sul fatto che in assenza del pubblico  il numero di vittorie casalinghe fosse sceso dal 43 al 33 per cento. Le squadre di casa avevano segnato meno gol: in media 1,43 a partita contro l’1,74 precedente alla sospensione. I tiri verso la porta nel proprio stadio erano scesi del 10%, così come i calci d’angolo e i dribbling. Qualcosa è cambiato, è chiaro. 
Lo Spezia, in Serie A, ha conquistato 4 delle 6 vittorie ottenute finora lontano dal fortino del  Picco. Il Benevento ha visto fiorire il 59% dei propri punti lontano dal Vigorito, il Sassuolo il 58%, la Lazio il 54%. I numeri scoprono una realtà chiara.  Dodici squadre su 20 finora hanno fatto meglio in trasferta, solo il Crotone non ha ancora vinto fuori dal proprio impianto. La migliore squadra in casa per ora è la Roma (30 punti), peggiori Parma e Torino (7). Milan, Inter ed Atalanta (28, 22 e 22 punti fuori casa) sono le migliori squadre da asporto. E intanto, domenica prossima a San Siro ci sarà Milan-Inter: facile che Pioli stia facendo gli scongiuri.             

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