Perline di vetro veneziano in Alaska già prima di Colombo

  • la scoperta

Perline di vetro provenienti da Venezia e risalenti a un’epoca precedente alla scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo sono state rinvenute in Alaska, per cui la storia del commercio tra Europa e America potrebbe essere diversa da quanto precedentemente ipotizzato.

Lo hanno scoperto gli esperti dell'Università dell'Alaska, che hanno pubblicato un articolo sulla rivista American Antiquity per rendere noti i risultati del loro studio, il quale ha portato alla scoperta di piccole perle di vetro, del colore e delle dimensioni di mirtilli, realizzate dagli artisti di Murano tra diversi decenni prima dell’arrivo del navigatore genovese nel Nuovo Mondo. “Le perline sono state rinvenute nei pressi di un’abitazione a Punyik Point, un campo Inuit stagionale nella Brooks Range in Alaska – spiega Mike Kunz, curatore del Museo del Nord presso l'Università dell'Alaska – e sono state realizzate tra il 1440 e il 1480, secondo quanto risulta dalla datazione al radiocarbonio dello spago che teneva i gioielli”.

Il team ha scoperto un totale di 10 perline nel sito, ma i ricercatori ipotizzano che fossero solo una parte di un piccolo tesoro, forse una collana, trasportato da commercianti e mercanti. Gli scienziati hanno analizzato lo spago, costituito da fibre vegetali, grazie alla datazione al radiocarbonio, e la fattura dei gioielli. “Questi oggetti potrebbero essere stati trasportati attraverso varie rotte commerciali – sostiene l’esperto – dall’Europa lungo la Via della Seta fino alla Cina, attraverso la Siberia e fino allo Stretto di Bering”.     “Questo è il primo esempio documentato della presenza di materiali europei in siti preistorici dell'emisfero occidentale come risultato del trasporto via terra attraverso il continente eurasiatico – afferma Robin Mills del Distretto di Gestione del territorio – le perle sfidano la cronologia attualmente riconosciuta per lo sviluppo, la realizzazione e la loro presenza nelle Americhe”.

Gli archeologi ipotizzano che le perle siano giunte a Shashalik, un'antica stazione commerciale a nord dell'odierna Kotzebue, per poi essere state trasportate nell’entroterra. “La posizione in cui le perle sono state ritrovate – osservano gli autori – all’ingresso di una casa sotterranea, suggerisce che non siano state sepolte intenzionalmente, quanto piuttosto che siano state gettate o perdute”.

Gli scienziati ricordano che Venezia, e in particolare l’isola di Murano, è nota da oltre 1.500 anni come la detentrice dei segreti per la realizzazione del vetro, e che le navi di Colombo sbarcarono alle Bahamas nell'ottobre del 1492, prima di raggiungere Cuba e Haiti, dove, almeno cinquecento anni dopo, si stabilirono i primi insediamenti europei nella zona. “Il navigatore genovese compì altri tre viaggi verso il Nuovo Mondo tra il 1493 e il 1502, esplorando le Piccole Antille, Trinidad, Porto Rico e la costa settentrionale del Sud America – conclude Kunz – le tipiche perle blu sono state infatti poi rinvenute in moltissimi siti nei Caraibi, nelle coste orientali dell'America centrale e settentrionale e nella regione orientale dei Grandi Laghi, ma si tratta di manufatti risalenti al periodo compreso tra il 1550 e 1750. Questo nuovo ritrovamento è un vero mistero”.

Articoli Correlati
la scoperta

Anche agli alligatoripuò ricrescere la coda

Non solo alle lucertole si rigenera la coda: ora è stato scoperto che anche gli alligatori potrebbero possedere tale caratteristica
la scoperta

Lipedema, italiani isolanoil primo gene “mutato”

Si chiama AKR1C1, è un gene “mutato” ed è stato isolato – per la prima volta - in una famiglia affetta da lipedema primario non sindromico