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Baby vandali distruggono un treno

TORINO

TRASPORTI Oltre 50 mila euro. È il bilancio dei danni causati da sei minori che in due momenti diversi hanno vandalizzato il 27 dicembre scorso il convoglio Susa-Torino. I primi tre, dopo aver oscurato le telecamere  di videosorveglianza, hanno distrutto sette finestrini, grazie a  un martelletto frangivetro in dotazione alla carrozza. Poco dopo, sempre sullo stesso convoglio, altri tre minori hanno fatto irruzione nella cabina di guida posta nella coda del treno e hanno distrutto la strumentazione di bordo.   Ieri la Polfer è riuscita a identificare le due bande. I protagonisti sono accusati di danneggiamento aggravato, ma la loro posizione  potrebbe peggiorare: le  “bravate”  sono accadute mentre il convoglio era in viaggio, il che ha posto il resto dei viaggiatori in  di pericolo. Inoltre, il fatto che lo stesso treno sia stato poi tolto dalla circolazione, con ricadute sul servizio ferroviario, potrebbe configurare l’interruzione di  servizio.
 

La lite per strada 
 Intanto sta facendo discutere il filmato postato sulla pagina Facebook di Torino Sostenibile da Danilo, che ha denunciato di aver avuto un violento diverbio con un autista Gtt e di essere stato poi aggredito da un passante. Il ragazzo, che viaggiava su un monopattino elettrico lungo la carreggiata, all’altezza di via Monginevro, è stato sorpassato pericolosamente dal bus. «Alla fermata di Via De Sanctis gli busso», scrive, «dicendogli che deve aspettare dietro se non c’è un metro e mezzo di distanza per sorpassare (codice della strada). Ricevo solo insulti (senza mascherina), guarniti dall’arroganza di avere la proprietà della strada e il diritto di mettere in pericolo la vita degli altri». 
Alla discussione si unisce poi un passante, che prima insulta Danilo, poi lo schiaffeggia. «Ovviamente sia l’autista che l’aggressore sono stati denunciati poco dopo nella questura di Corso Brunelleschi, allegando la targa dell’autobus, il seriale dell’autobus, l’orario, le foto e i video dell’aggressione, effettuati da un amico che era dietro di me su un altro monopattino, anche lui sfiorato dal pirata della strada», conclude Danilo. 

 

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