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«Ammazzo se serve se no sono normale»

Milano

«La gente ci descrive come fossimo dei mostri ...come se ammazzassimo così la gente a caso, non è vero è che sappiamo farlo quando serve. Io so essere cattivo quando serve, se non serve faccio la persona normale». È riassunta in questa intercettazione la filosofia degli affiliati di una ‘ndrina finita nella rete della Dia con 18 arresti per le accuse  di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, frode fiscale, autoriciclaggio, ed estorsione.  Un clima di intimidazione che ricorre in frasi intercettate come «No non hai capito, perché se no vi faccio come facciamo in Calabria» oppure in un’altra in cui si racconta come uno degli affiliati abbia sparato ad un dito di una vittima per intimidirla. Al centro  il boss Cosimo Vallelonga, 72enne, già coinvolto nelle grandi operazioni di 'Ndrangheta in Lombardia, La notte dei fiori di San Vito e Infinito. Finita di scontare la sua pena, Vallelonga era tornato ad occuparsi di usura ed estorsioni, con uno sguardo anche al traffico di rifiuti, anche radioattivi, dal suo quartier generale, un negozio di mobili in Brianza:  in tre anni  avrebbe realizzato oltre 30 milioni di euro.  
E tornano vecchi nomi del crimine organizzato anche nell’altra operazione di ieri che ha sgominato un traffico di droga tra Comasina e Quarto Oggiaro: tra i 24 arresti albanesi e italiani legati alle famiglie Flachi e Pompeo.

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