Arrivato ok dell'Aifa agli anticorpi monoclonali

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ROMA Subito dopo l’immunizzazione degli anziani, dovrebbe essere quella degli insegnanti la categoria a cui dare priorità per la vaccinazione nel nostro Paese. È quanto emergerebbe dal nuovo piano dei vaccini in discussione alla luce dei tagli annunciati dalle case farmaceutiche e del via libera al vaccino prodotto da Astrazeneca.

Uno strumento in più

Intanto la Commissione tecnico scientifica dell’Aifa ha dato il via libera agli anticorpi monoclonali per la cura del Covid (quelli prodotti da Regeneron e da Eli Lilly). I farmaci saranno destinati a pazienti in fase precoce con alto rischio di evoluzione. L’Agenzia per il farmaco aveva pubblicato il 22 gennaio scorso il bando per lo studio clinico e il presidente Palu aveva definito gli anticorpi monoclonali come dei veri e propri «salvavita». Anche la Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) aveva sollecitato all’Aifa il via libera alla somministrazione in via sperimentale.

Appello Von der Leyen

Sul fronte delle forniture, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen e il premier portoghese, Antonio Costa - che ha la presidenza di turno dell’Ue - hanno scritto ai capi di Stato e di governo dell’Unione europea per «sottolineare l’importanza di unire gli sforzi e coinvolgere l’industria per aumentare la capacità di produzione e l’offerta di vaccini nell’Ue».

AstraZeneca

Sull’efficacia del vaccino AstraZeneca-Università di Oxford nel prevenire Covid-19, positivi i dati pubblicati  su Lancet: più di 22 giorni dopo la prima dose non si è verificato alcun caso grave di malattia né ricoveri, secondo i primi dati dei trial clinici in Gran Bretagna, Brasile e Sudafrica. I risultati dimostrano un’efficacia del vaccino del 76% dopo una prima dose, che si mantiene fino alla seconda. E l’efficacia aumenta all’82% con un intervallo di 3 mesi o più. Il vaccino inoltre ha il potenziale di ridurre la trasmissione asintomatica del virus. In Italia  Aifa precisa che l'indicazione per il vaccino AstraZeneca resta preferenzialmente per la popolazione tra i 18 e 55 anni e senza patologie gravi, per la quale sono disponibili dati più solidi. AstraZeneca e l’Università di Oxford puntano ora  a produrre i vaccini anti Covid-19 di nuova generazione, che proteggano contro le nuove varianti del virus, a partire già dal prossimo autunno.

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