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Le varianti del Covid fanno più paura

Coronavirus

ROMA Le autorità sanitarie britanniche hanno rilevato una nuova mutazione nella cosiddetta «variante britannica» del coronavirus, chiamata E484K, comune alle varianti brasiliana e sudafricana e che, temono gli esperti, potrebbe ridurre l’efficacia dei vaccini a disposizione. Julian Tang, virologo dell’Università di Leicester, ha commentato la scoperta come «preoccupante» ma «non del tutto sorprendente», poichè è normale che il virus sia soggetto a mutazione. Tang ha quindi esortato i cittadini a rispettare le restrizioni esistenti perchè i virus «non solo si diffondono ma si evolvono» per adattarsi al loro ambiente.

Rischio su efficacia dei vaccini

Il virologo ha poi messo in guardia sul fatto che la diffusione di questa mutazione all’interno della variante britannica potrebbe influenzare l’efficacia dei vaccini, come per le varianti brasiliana e sudafricana, anche se i prodotti sviluppati ad oggi offrirebbero ancora un importante livello di protezione. Intanto, arriva in Italia, a Roma, il primo test in grado di individuare le varianti del virus Sars-Cov 2. Il Centro di ricerche di biologia molecolare Altamedica  ha messo a punto un tampone nasofaringeo specifico per la ricerca delle varianti del virus, in particolare per la variante inglese, brasiliana e sudafricana. L’attività diagnostica, appena iniziata, ha portato alla luce due casi di variante inglese con quadro clinico lieve/asintomatico. Ed è di ieri la notizia che per la prima volta sono stati individuati in Brasile due pazienti infettati contemporaneamente da due diversi ceppi del nuovo coronavirus.  In entrambi i casi  i  sintomi erano lievi: non c'è stato bisogno neanche del ricovero in ospedale. Tuttavia, questi due casi alimentano i timori sulla possibilità che la coesistenza di due ceppi in un organismo possa accelerare l’insorgenza di nuove  varianti più pericolose.

Vertice con le Regioni

E se in Umbria sono stati scoperti due casi sospetti di variante brasiliana, mercoledì il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia ha convocato il vertice con le Regioni per rivedere il piano vaccini alla luce dei tagli annunciati dalle case farmaceutiche e del via libera al vaccino di Astrazeneca, anche se di quest’ultimo si raccomanda l’uso tra gli over 55 solo per soggetti in buona salute. «In attesa di nuovi  dati, al momento per Astrazeneca si suggerisce un utilizzo preferenziale per i  soggetti  tra i 18 e 55 anni», precisano dall'Aifa.  

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