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L’Italia vira in giallo «Ma non è libera tutti...»

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ROMA «Zona gialla non significa scampato pericolo: serve ancora la massima prudenza se non vogliamo tornare indietro». È il monito lanciato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo che nel fine settimana in molte città - in particolare a Roma, Milano, Napoli e Bologna - si sono rivisti affollamenti in centro e scene da “movida”. «Il ritorno in zona gialla non significa normalità - ha rimarcato il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo - è necessario continuare ad evitare gli assembramenti, poiché c’è il rischio assolutamente reale che la curva schizzi rapidamente verso numeri ingestibili».

Ritorno a scuola in 8 Regioni

Dal primo febbraio la gran parte delle Regioni saranno in giallo e vedranno allentare le limitazioni (restano arancioni solo Sicilia, Provincia autonoma di Bolzano, Puglia e Umbria). Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha firmato però per la sua Regione un’ordinanza che mantiene in vigore delle misure restrittive. Intanto ritornano in classe gli studenti delle superiori in Puglia, Calabria, Basilicata, Sardegna, Veneto, Friuli e Campania. Gradualità in Sicilia, dove rientrano solo le classi seconde e terze delle secondarie di primo grado, mentre le secondarie di secondo grado slittano all’8 febbraio. Grazie alle zone gialle è prevista la riapertura dei musei e dei parchi archeologici.

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