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Zona gialla in forse Gli esercenti fremono

Roma

ROMA Nel Lazio, secondo quanto riferito ieri dall’assessore regionale alla Salute Alessio D’Amato, tutti gli indicatori lasciano sperare che il territorio torni ad essere Zona Gialla, ma l’ultima parola speatta all’Istituto superiore di Sanità e al ministero della Salute. Ieri su oltre 30 mila test, si sono registrati 1.263 nuovi casi positivi al Covid-19 (meno 75 rispetto a mercoledì), di cui 490 a Roma. Inoltre, si registrano 43 decessi (19 in meno rispetto al giorno prima) e più 1.481 guariti.

«Diminuiscono i casi, i decessi e i ricoveri, e sono stabili le terapie intensive. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 4%. I casi a Roma  tornano sotto quota 500. Il valore Rt è a 0.73 in calo (il precedente della scorsa rilevazione era 0.94)», ha spiegato l’assessore D’Amato, aggiungendo: «Ci aspettiamo una valutazione del rischio con passaggio in area moderata. ma bisogna attendere le valutazioni dell’Iss e le successive determinazioni del Ministero».

Una promozione che resta per ora in bilico e che fa fremere baristi e ristoratori. Ieri, come ha ricordatom Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio, il ritorno in zona gialla a febbraio vale 30 milioni di euro.

Sull’andamento dei contagi in carcere ieri il garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasia ha lanciato l’allarme: sono 151 solo a Rebibbia.

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