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Governo in un limbo Conte adesso vacilla

la crisi di governo

ROMA In attesa dell’avvio delle consultazioni al Quirinale - sono già saliti al Colle i presidenti dei due rami del Parlamento, Casellati e Fico - proseguono freneticamente le trattative sotto traccia, con molte incognite che pesano sulla nascita del governo Conte ter. M5S e Pd ribadiscono la linea: il premier dimissionario è il punto di equilibrio, e si apprestano ad incontrare il capo dello Stato - giovedì i dem, venerdì pomeriggio i pentastellati - per indicare il nome di Conte alla guida di un nuovo esecutivo sostenuto però da una maggioranza più ampia ed europeista, un governo di «salvezza nazionale», come lo ha definito lo stesso presidente del Consiglio sui social.

L’ostacolo di Renzi

Ma l’ostacolo più ingombrante sulla strada del Conte Ter resta la questione dei numeri, strettamente connessa al ruolo di Italia viva e del suo leader, Matteo Renzi, che continua a non scoprire le sue carte per lasciarsi aperta ogni opzione. «Andremo al Colle senza veti, senza preclusioni e senza una lista di nomi», ha spiegato Ettore Rosato. Ma Teresa Bellanova già apre a scenari alternativi a Conte: «Di Maio premier? Noi partiamo dal programma, soprattutto non poniamo nè subiamo veti». Ed è proprio della morsa dei renziani che sia Conte che M5S e Pd vorrebbero fare a meno, consapevoli, tuttavia, che i numeri al Senato ancora non ci sono. Se infatti è nata la cosiddetta “quarta gamba” - gruppo autonomo dei responsabili, con il nome di “Europeisti-Maie-Cd”, che oggi andrà da Mattarella per perorare la causa del Conte ter - è altrettanto vero che i 10 senatori che lo compongono già votavano a favore del governo e, quindi, non aiutano ad allargare i numeri della maggioranza.

Cresce la fronda nel M5S

E cresce anche il disagio tra i parlamentari M5S sulla possibilità di riaprire i canali con Italia viva: «Non ci stiamo alla filosofia andreottiana del “tirare a campare anzichè tirare le cuoia”. Renzi deve restare fuori dal nuovo governo che deve essere presieduto da Conte», ha precisato la senatrice Lezzi.

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