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Da Fassino e Beppe Sala solidarietà all'Appendino

TORINO

TRIBUNALE L’amarezza di Chiara Appendino, dopo la condanna di un anno e sei mesi inflittale ieri in primo grado per i fatti tragici di piazza San Carlo, è tutta in queste parole: «È evidente che, se avessi avuto gli elementi necessari per prevedere ciò che sarebbe successo, l’avrei fatto. Ma così non fu e, purtroppo, il resto è cronaca». In discussione è il ruolo stesso dei sindaci. Il suo legale, Luigi Chiappero, annunciando ricorso sottolinea: «Non capisco perché ci sia tanta corsa a volere fare il sindaco. Credo che stia diventando il mestiere più pericoloso in assoluto».

E se le parti civili hanno espresso la loro soddisfazione nella sentenza, alla sindaca giungono diversi attestati di solidarietà, e non solo, com’era da attendersi, dagli esponsnti del M5S. L’ex primo cittadino Piero Fassino, per esempio, ha detto: «Le sentenze si rispettano, tuttavia comprendo l’amarezza espressa da Chiara Appendino, condivido quanto ha detto sul difficile ruolo dei sindaci su cui andrebbe aperta una sana discussione». Anche Giuseppe Sala, sindaco di Milano, è su questa linea: «Non ho strumenti per entrare nel merito della sentenza, mi spiace però per una persona di cui sono collega e amico. Ed è corretto il suo stimolo a una riflessione sul ruolo del sindaco e sui rischi a cui si va incontro».

Un anno e sei mesi anche all’ex questore Angelo Sanna, l’ex capo di gabinetto Paolo Giordana, l’ex presidente di Turismo Torino Maurizio Montagnese e per l’architetto Enrico Bertoletti.

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