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Dal 25 ritorno in aula in Lombardia, Liguria, Umbria e Marche

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Da lunedì 25 si torna in aula, al 50% e in diversi istituti con orari scaglionati in entrata e in uscita, in Lombardia, Liguria, Umbria e Marche. L'ultima campanella, per le scuole superiori di secondo grado, suonerà lunedì 1 febbraio in Puglia, Calabria, Campania. Lezioni ancora sospese, invece, in Sicilia (da alcuni giorni in zona rossa), dove, secondo gli ultimi dati della Cabina di regia riunita al ministero della Salute, il rischio contagio è ancora alto. Lezioni regolari nell'altra zona rossa, la provincia autonoma di Bolzano, dove un'ordinanza locale già da alcune settimane consente la presenza in aula dei ragazzi fino al 75%. 

Dunque nelle scuole italiane le riaperture proseguono in ordine sparso.  Da giovedì 7 gennaio, aule aperte nelle scuole elementari e nelle medie, oltre a quelle dell'infanzia (con eccezioni in Calabria, poi riaperte dal Tar), Campania (stesso provvedimento in altra data), Puglia e Sicilia); le scuole superiori di secondo grado, invece, hanno rivisto in aula i ragazzi da lunedì 11 gennaio, con presenze al 50%. Ma non è stato e non sarà così, ancora per alcuni giorni, in tutto il Paese.  L'Alto Adige, infatti, ha deciso di tentare un ritorno verso la normalità e, già da giovedì 7 gennaio scorso, ha aperto anche gli istituti superiori con presenze fino al 75% e con un minimo del 50%. E proprio sulla ripresa delle lezioni nelle superiori si è registrato il caos. Lunedì 11 gennaio sono tornati in presenza anche gli studenti di Toscana, Abruzzo e Valle d'Aosta, mentre in Piemonte, Lazio, Emilia Romagna e Molise ragazzi in classe, al 50%, in aula da lunedì 18 gennaio.

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