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Calenda attacca Raggi "Su Roma balletto indecente"

Roma

Virginia Raggi procederà tra oggi e l'inizio della prossima. Dopo aver ritirato ieri sera l'incarico al vicesindaco con delega alla Cultura Luca Bergamo e all'assessore a Commercio e Turismo Carlo Cafarotti, entrambi in disaccordo con sulla scelta dell prima cittadina di ricandidarsi, la sindaca dovrebbe formalizzare nomine pescando tra consiglieri e staff del Campidoglio, come già avvenuto nei cambi di squadra operati negli scorsi anni. Per il ruolo di vice è in predicato l'assessore ai Trasporti Pietro Calabrese, un pasdaran della Raggi, partito come presidente di Commissione ha scalato posizioni, anche a colpi di post social ed interventi in Aula talvolta ruvidi con la stampa e i detrattori della sindaca. La Cultura invece dovrebbe andare a Lorenza Fruci, attuale delegata della sindaca alle Pari Opportunità. Per il Commercio si fa spazio il nome del consigliere 5 stelle Andrea Coia, presidente della Commissione capitolina che si occupa del settore. Atteso anche un avvicendamento al livello di staff, con la vice capo di gabinetto Gabriella Acerbi che dovrebbe assumere il ruolo di city manager al posto di Franco Giampaoletti, da poco nominato direttore generale di Atac, la partecipata dei trasporti. Un rimpasto dunque che guarda soprattutto alla compattezza della giunta in vista delle elezioni comunali di giugno o settembre. I cambi nelle nomine hanno caratterizzato l'intera consiliatura M5s in Campidoglio, basti pensare che della squadra di governo iniziale restano solamente due elementi oltre alla sindaca. Una dinamica che la Raggi ha commentato ripetendo in più occasioni "se serve di assessori ne cambio anche 100, devono portare risultati".

Le sostituzioni scatenano gli attacchi. Carlo Calenda è durissimo con la Raggi: "Assessori e capi di gabinetto licenziati, comandanti dei vigili urbani nominati e poi cacciati, manager pagati a peso d'oro e poi estromessi. Un balletto indecente di mezze figure, personaggi in cerca d'autore, mitomani e incapaci, durato oltre 4 anni. Ecco che cosa lascia Virginia Raggi alla nostra città", dichiara il leader di Azione candidato sindaco a Roma.  "Ieri, a pochi mesi dalla fine del suo mandato, l'ennesimo sfregio da parte di una sindaca che ha affossato la Capitale d'Italia - aggiunge Calenda - incapace di gestire l'amministrazione, incompetente nella scelta della sua squadra e degli amministratori, distante anni luce dai bisogni dei romani. Un fallimento politico e di leadership che purtroppo i cittadini hanno pagato a caro prezzo".

Anche la Lega attacca: "Dopo il governo Conte anche la giunta Raggi allo sbando, scoppia la crisi in Campidoglio, a pochissimi mesi dal voto la sindaca cambia ancora una volta la squadra: vicesindaco, assessore alla Cultura e assessore al Commercio messi alla porta. È l'ennesima dimostrazione dell’inettitudine della Raggi, incapace di costruire e gestire una squadra di governo che in questo momento avrebbe dovuto essere coesa per supportare i settori in crisi, cultura, commercio e turismo", dichiara il consigliere capitolino della Lega-Salvini Premier Davide Bordoni.

Per Riccardo Magi, deputato di +Europa Radicali, "a Roma esiste un problema ed è Virginia Raggi. Il ritiro delle deleghe a Cafarotti e Bergamo dimostra quanto la sindaca sia concentrata solo sulla campagna elettorale piuttosto che lavorare alla crisi di Roma e al suo rilancio. I romani non si stupiscono più del nuovo rimpasto che fa salire ad oltre una ventina i nomi di dirigenti, assessori e amministratori cambiati in quattro anni e mezzo, non del possibile fallimento di Roma Metropolitane o di quello del concordato preventivo di Atac. Non si stupiscono che Raggi faccia spalluccie di fronte alle sentenze del Tar sul referendum del trasporto pubblico, non si stupiscono se si trovano 35 milioni per premiare i dipendenti pubblici a 5 mesi dalle elezioni anzichè utilizzarli in aiuti o progetti per rilanciare l'economia cittadina, non si stupiscono quando viene cacciato l'assessore al commercio e turismo durante la più grande e grave crisi di questi settori, non si stupiscono quando si riempiono gli assessorati di fedelissimi dando il benservito ai curricula e alla competenza. I romani non si stupiscono più, ma sono stanchi di vedere la sindaca che preferisce giocare con il potere e la politica piuttosto che pensare al bene della città".

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