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Filo Vals presenta il suo viaggio in musica

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MUSICA Esce domani Filo Vals, il primo progetto discografico che porta il nome d'arte del cantautore romano 24enne Filippo Valsecchi, figlio d'arte dei produttori di cinema e fiction Pietro Valsecchi e Camilla Nesbitt. L'album, scritto in quattro lingue e prodotto insieme a Iacopo Sinigaglia, include otto brani inediti, a cui si aggiungono Occasionale, Bellissima noia e Insonne.

«Se ci ripenso adesso, mi rendo conto che fare un disco con canzoni in lingue diverse per me era probabilmente inevitabile - spiega Filo Vals - Viaggiare è sempre stata la mia passione e studiare il francese, l'inglese o lo spagnolo è stato il modo migliore per conoscere gli altri e superare quei muri che tanti vorrebbero costruire. Ho imparato che il senso profondo del viaggio è proprio questo: capire che siamo allo stesso tempo tutti uguali e tutti diversi. E senza la diversità e senza il confronto non si cambia, non si impara, si rimane fermi, chiusi nelle nostre piccole certezze e nei nostri grandi egoismi. Invece ora più che mai, disorientati e impauriti da un presente difficile, abbiamo bisogno di creare ponti, legami, connessioni come ho cercato di fare nel mio piccolo, raccontando le mie storie e cantandole in italiano, inglese, francese e spagnolo, sognando un'Europa che non si limiti ad essere Maastricht o Bruxelles».

L'album si presenta come un vero e proprio viaggio all'interno dell'universo musicale del cantautore. Le undici tracce di cui il disco si compone, tutte scritte dall'artista, sono il frutto dell'esperienza, personale e professionale, che ha maturato in questi anni, muovendosi in lungo e in largo per l'Europa, esplorando con occhi curiosi, attenti e affamati la realtà intorno a lui, cogliendo quella preziosa diversità che contribuisce a rendere il mondo una tela piena di colori che, mescolandosi l'uno con l'altro, creano nuove e infinite sfumature in grado di esaltare e valorizzare il disegno sottostante. Il risultato è un arcobaleno di sonorità e stili differenti, che spaziano dal rock al pop, dal funky al reggae, e rendono il progetto unico nel suo genere.

A fare da apripista al disco è Mentre la pioggia balla con il vento, un singolo ballabile, dal testo evocativo, ritmato da tamburi e percussioni, suoni che richiamano e omaggiano la tradizione musicale del Centro America.

«Questo pezzo mi fa pensare a una partita di calcio nel bel mezzo di una giungla. Strani giocatori: Galileo, Greta Thunberg, Putin, Trump, Maradona e qualche terrapiattista...e il pallone è la Terra», commenta Filo Vals.

L'internazionalità dell'album traspare anche dal brano successivo Roses, cantato in inglese, in cui Filo Vals racconta di essere perdutamente inebriato dal profumo di una "lei''.

«Quell'energia degli anni '70 che non ho mai vissuto - spiega l'artista - ma nel cui mito continuo a vivere. Un pezzo che parla di sesso e rose profumate ai tempi di Tinder».

Segue No hablo Español, romantico e intenso, cantato in spagnolo e in inglese, in cui il cantautore racconta di un incontro casuale, di un amore perso ma che non riesce a dimenticare.

Occasionale, invece, è un pezzo dal groove funky, caratterizzato da un testo sincero ma intriso di ironia, in cui, attraverso metafore e luoghi comuni, si racconta di una relazione dalla natura incerta, a metà strada tra l'amore e l'avventura di una notte.

La parte più sensibile dell'artista emerge in Perhaps, cantato in inglese, in cui si dimostra capace di cantare anche le proprie insicurezze e dar voce agli innumerevoli dubbi che affollano la sua testa.

«Questa è la ballad con il cuore spezzato: ogni disco non ne ha forse una? Ad ogni modo, questa è la mia e purtroppo è tratta da una storia vera: ha scelto un surfista in Portogallo», ammette Filo Vals.

Segue Insonne, con cui ha scelto di dare il benvenuto al nuovo anno e di regalare una nuova anticipazione dell'album. Nel brano il cantautore si lascia andare a un flusso di coscienza intimo e liberatorio e si rivolge alla notte chiedendole di accoglierlo tra le sue braccia, permettendogli di sciogliere, almeno per poco, quei nodi indistricabili che si aggrovigliano nella mente e gli impediscono di dormire. 

Nelle due tracce successive - L'amore e l'ape e Bellissima Noia - l'amore è il tema fondante, mentre Dance riporta note anni '80 e Lunedì torna a parlare di amore.

Ultimo brano dell'album Au loin, elegante e sofisticato, è cantato interamente in francese, e rappresenta la conclusione del viaggio multiculturale e musicale del cantautore.

«La Bossa Nova in francese. Una Garota de Ipanema a Parigi inseguendo una ragazza sconosciuta, sognando di essere il suo Bel Amì e di fuggire insieme a Rio», conclude il cantautore.

METRO

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