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Covid, 1 su 2 guariti ha ancora sintomi dopo mesi

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Quali strascichi ha lasciato il Covid? Stanchezza, problemi respiratori, psicologici, in alcuni casi invalidità permanenti. E' la prima risposta data dai i ricercatori dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII Bergamo, il primo ospedale in Europa che ha subito in maniera massiccia l'impatto della malattia da coronavirus e che  tra i primi centri al mondo, ha avviato un percorso di presa in carico, cura e studio dei pazienti guariti transitati dall’Ospedale di Bergamo, da quello di San Giovanni Bianco e dal Presidio Medico Avanzato alla Fiera di Bergamo.  Nello studio, intitolato Surviving COVID-19 in Bergamo Province: a post-acute outpatient re-evaluation, pubblicato su Epidemiology & Infection, In totale sono stati valutati 1.562 pazienti che si sono ammalati tra febbraio ed agosto 2020, durante la prima ondata epidemica, che sono stati sottoposti a controllo di follow-up tra maggio e ottobre; la pubblicazione riguarda i primi 767 di questi pazienti, di questi, 252 sono donne(32,9%), età media 63 anni. Uno su 2 ha ancora sintomi, come affaticamento, dispnea da sforzo e palpitazioni. Le donne in in misura doppia degli uomini. Una minima parte è ancora incapace di svolgere le normali attività e di lavorare e ha perso l’indipendenza o addirittura,in pochi casi, non è più autosufficiente. Il 30% è ancora alle prese con aspetti traumatici psicologici.

Le principali comorbilità registrate in ingresso erano obesità (22,3%), ipertensione (21,7%), diabete (11,6%) e malattia coronarica (9,5%); Il 27,6% di loro erano fumatori precedenti (23,3%) o attuali (4,3%).  394 (51,4%) sono stati i pazienti che hanno riferito di essere ancora sintomatici al momento della valutazione nel percorso di follow up seguito al ricovero. Affaticamento, dispnea da sforzo e palpitazionii principali sintomi riferiti. Sono ben 334 i pazienti (44,1%) che lamentano ancora affaticamento, di cui 145 quelli affaticamento di grado moderato o grave. Le donne sono più sintomatiche e sofferenti degli uomini e riferiscono stanchezza con una frequenza doppia rispetto agli uomini. La dispnea auto-segnalata è presente in 228 pazienti (29,8%), di cui 52 con dispnea moderata o grave. 

Le prove di funzionalità respiratoria sono risultate patologiche nel 19% dei casi.  121 pazienti (16%)hanno perso indipendenza, anche se solo 6 di loro sono diventati moderatamente-gravemente dipendenti dagli altri. 13 pazienti (1,8%) non riescono ancora a svolgere le normali attività e lavorare e 186 pazienti (24,2%)prendono ancora i farmaci introdotti durante il ricovero, con gli anticoagulanti tra i farmaci più frequenti.

Da luglio è stato anche introdotto lo screening Montreal Cognitive Assessment (MoCa), visto il numero crescente di pazienti che lamentano difficoltà di concentrazione. I risultati però sono stati giudicati patologici solo in 2 casi, nonostante 69 riferiscano sintomi correlati.

Ben il 38% presenta livelli di D-dimero, indice di coagulazione nei processi trombotici, al di sopra del normale, il 17% addirittura con valori raddoppiati. Due trombosi polmonari sub- asintomatiche sono state scoperte proprio durante il follow-up, grazie all’aumento considerevole dei valori del D-dimero. Gli anticorpi tiroidei sono stati trovati elevati nel 15% dei pazienti, con il 5% di essi che mostrano un concomitante squilibrio dell'ormone stimolante la tiroide (TSH). Si tratta di valori superiori ai dati di prevalenza lombarda, che potrebbero essere espressione di fenomeni autoimmuni a carico della tiroide, che però andranno valutati più approfonditamente con lavori successivi. 

 

 

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