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Doping e anabolizzanti Sgominata la rete in Italia

TORINO

TORINO Era un’organizzazione ramificata in tutta Italia, in grado di fornire a decine di culturisti sostanze dopanti proibite e, come nel caso del nandrolone, molto pericolose: si tratta di un farmaco inserito dal Ministero della Salute tra le sostanze stupefacenti e psicotrope a causa degli effetti molto pesanti sulla psiche.

I Nas di Torino, dopo quasi due anni di indagini fatte di appostamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno messo fine agli affari del gruppo: sono tre gli arresti (ai domiciliari), 12 le denunce e 38 le perquisizioni in tutta la Penisola. L’operazione «Davide & Golia», coordinata dalla Procura di Torino, è scattata all’alba di lunedì nelle province di Alessandria, Arezzo, Avellino, Brescia, Catania, Cuneo, Frosinone, Imperia, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Salerno, Torino, Vercelli e Verona, con epicentro principale nel pinerolese, e ha coinvolto, tutti i Nas competenti per i rispettivi territori e i locali Comandi provinciali dell’Arma territoriale.

Sono tre i soggetti cardine del traffico illecito, per i quali sono stati ipotizzati i reati di «utilizzo o somministrazione di farmaci o di altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti» ed «esercizio abusivo della professione medica».

Le sostanze dopanti, una volta illecitamente importate dall’estero, venivano commercializzate in tutta Italia attraverso ignari corrieri all’interno di plichi anonimi o recanti intestatari fittizi, per essere poi destinate a sportivi e atleti che le assumevano per migliorare le proprie prestazioni in occasione delle gare agonistiche di livello sia nazionale che internazionale, cui partecipavano dopo aver seguito il «metodo» di preparazione fisica prescritto dai principali indagati, leader dei rispettivi «team».

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