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Conte resta convinto di poter andare avanti

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ROMA «Interlocutorio». Così fonti del Quirinale hanno definito l’incontro di ieri sera, durato poco più di mezz’ora, tra il premier Giuseppe Conte e il presidente Sergio Mattarella, il giorno dopo il risicato voto di fiducia ottenuto dal governo al Senato. All’ordine del giorno, l’esito della riunione di maggioranza tenuta al mattino (con la volontà di dare vita ad un nuovo gruppo parlamentare) e le valutazioni su come andare avanti. A fine incontro è scattata la totale consegna del silenzio. Nei precedenti faccia a faccia il Capo dello Stato aveva chiesto di «uscire velocemente dall’incertezza» e tutto fa pensare che anche ieri un occhio al calendario sia stato dato, mentre a Bruxelles attendono il piano italiano per il Next generation Ue.

Maggioranza fragile

La brevità del colloquio fa pensare che il presidente Mattarella non abbia dato suggerimenti, per rispettare il suo ruolo di arbitro “super partes” e non abbia nascosto la sua preoccupazione di fondo. Avrà preso atto del voto, che assicura una maggioranza numerica al governo tale da non farlo cadere e da non provocare le dimissioni del premier. Ma di certo al presidente non è sfuggita la fragilità della maggioranza, che deve superare sfide storiche, dalla lotta al virus alla vaccinazione di massa, dalla scrittura del piano per il Recovery all’attuazione dei progetti finanziati dalla Ue. «Quello di martedì è stato il primo passo per evitare il salto nel buio che avrebbe peggiorato tutto - ha commentato il segretario dem, Nicola Zingaretti - ora bisogna in fretta tornare vicino ai problemi delle persone».

Ok allo scostamento

Ieri sera, intanto, è arrivato l’ok del Senato al nuovo scostamento di Bilancio con 291 sì, nessun contrario e un solo astenuto (l’ex M5S Carlo Martelli). Per l’approvazione era necessario raggiungere la maggioranza assoluta di 161 voti. Via libera anche alla Camera al nuovo scostamento chiesto dal governo per “liberare” 32 miliardi necessari per il varo del quinto decreto Ristori. A Montecitorio i voti a favore sono stati 523, 3 quelli contrari (di Azione-Più Europa) e 2 gli astenuti. Hanno votato a favore, oltre alle forze di maggioranza, anche il centrodestra e Italia viva.

Gli ostacoli in arrivo

Superato lo scoglio del voto di fiducia, la maggioranza guarda ai prossimi appuntamenti in Parlamento consapevole che è non tanto in Aula, quanto nelle commissioni che si possono nascondere le insidie, visto che gli equilibri di forza sono mutati e i parlamentari di Italia Viva, soprattutto a Palazzo Madama, rischiano di diventare l’ago della bilancia. Il che rischierebbe per la maggioranza vedersi stravolgere le misure a suon di emendamenti. Per questo il Pd insiste affinchè si lavori all’ampliamento della maggioranza per dar vita a un gruppo autonomo che avrebbe diritto a chiedere rappresentanza nelle commissioni. Intanto c’è da vedersela con i provvedimenti in arrivo: dal Recovery al quinto decreto Ristori e al Milleproroghe, dalla riforma della giustizia penale e civile fino alle riforme istituzionali e alla legge elettorale.

METRO

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