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Rifiuti, il Tar boccia la Regione

Roma

ROMA Ai problemi annosi della Capitale legati al ciclo dei rifiuti e ad Ama, ieri si è aggiunta anche la bocciatura da parte del Tar del Lazio sulla gestione regionale degli impianti di smaltimento e trattamento, in particolare quello di Latina, che dovrà essere affidato a un commisario ad acta: il Direttore generale della Direzione Generale per i rifiuti e l’inquinamento del Ministero dell’Ambiente.

Per i giudici amministrativi il Lazio si è dimostrato «inadempiente», rispetto alla sentenza 426 del 2020, nella quale lo stesso Tar aveva intimato all’amministrazione di indicare «entro il termine di 180 giorni, la rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento rifiuti di impianti in ambito regionale, tra cui le discariche per lo smaltimento dei rifiuti speciali del trattamento dei rifiuti urbani». Per il Tar «non può considerarsi sufficiente la nota n. 8061 del 2021, con cui il Lazio si è limitato ad indicare le discariche attualmente in esercizio nella Regione, senza neanche indicare, peraltro, la capacità di smaltimento che ognuna di esse deve garantire»; L’ordinanza pubblicata ieri nasce dal ricorso presentato al Tar da Rida Ambiente srl, che aveva precedentemente chiesto alla Regione di individuare nuove discariche a servizio dell’impianto di Rida a Latina, nel quale sono trattati  i rifiuti della Capitale.

Con una nota  il Lazio ha sostenuto che «l’ordinanza del Tar conferma che la Regione non ha competenza nella individuazione dei siti né  nella realizzazione negli impianti, avocando al Ministero la responsabilità di indicare l’area dove verrà costruita la discarica di servizio dell’Ato di Latina». La Regione ha spiegato che sono «gli enti locali a decidere dove costruire gli impianti per rendere i rispettivi Ato autosufficienti nella gestione dell’intero ciclo dei rifiuti. La città di Roma ha individuato il sito dove realizzare la discarica di servizio, mentre ancora oggi, nonostante diverse sollecitazioni da parte dell’amministrazione regionale, le istituzioni pontine non hanno prodotto atti ufficiali per la localizzazione dell’impianto di smaltimento». 

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