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"Minaccia alla sicurezza" A Capitol Hill altro allarme

Usa

Capitol Hill torna in allarme. Il Campidoglio degli Stati Uniti è stato temporaneamente chiuso per una "minaccia alla sicurezza". Alcuni cronisti presenti riferiscono che viene diffuso un avviso di emergenza e che le prove per l'insediamento di Joe Biden, in programma mercoledì, sono state sospese.

Intanto Fbi sta indagando sulla possibilità che una donna, Riley June Williams, entrata in Campidoglio durante le proteste dello scorso 6 gennaio, abbia cercato di vendere ai russi un computer, o un disco rigido, sottratto dall'ufficio di Nancy Pelosi. Lo scrive Politico che sottolinea come questo strano fatto sia stato inserito all'interno di un "affidavit" nell'inchiesta contro la donna, immortalata il giorno delle proteste nell'area del Campidoglio e vicino all'ufficio della speaker della Camera.  Secondo il documento, pare che la donna sia attualmente irraggiungibile: la madre ha dichiarato che ha fatto le valigie senza fornire alcuna informazione sulla sua destinazione e limitandosi a dire che sarebbe stata via per un paio di settimane. C'è poi la deposizione di un testimone che sostiene di aver visto in un video che la donna portava via l'oggetto dall'ufficio. Secondo la ricostruzione del testimone, la sua intenzione era di consegnare il dispositivo a un amico in Russia perché lo vendesse ai servizi di intelligence (SVR). Sempre secondo questa deposizione il piano sarebbe fallito per ragioni sconosciute e il laptop, se non è stato distrutto, sarebbe ancora in possesso di Williams. In assenza di commenti da parte dell'entourage di Nancy Pelosi non è chiaro se il materiale sia stato effettivamente rubato. Per ora, quindi, Williams è accusata solo dell'irruzione nel Campidoglio e deve rispondere del successivo comportamento.

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