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Iran, lanciati missili e ok a uranio per bombe

Nucleare

L'Iran continua a provocare a pochi giorni dal cambio di amministrazione negli Usa, dove Joe Biden entrerà in carica dal 20 gennaio. Le Guardie della rivoluzione hanno assicurato di aver testato missili balistici a lungo raggio su due obiettivi nell'Oceano Indiano, a conclusione di un'esercitazione di due giorni in cui è stato simulato un attacco contro unità navali ostili.  Secondo quanto riferito dal sito ufficiale dei Pasdaran, Sepahnews, missili di "varie categorie" hanno preso di mira "le corazzate nemiche e le hanno distrutte da una distanza di 1.800 chilometri". I missili sono stati lanciati dall'Iran centrale con obiettivi situati nel "Nord dell'Oceano Indiano", hanno spiegato le Guardie della rivoluzione. Un video diffuso dalla televisione di stato ha mostrato il lancio di due missili e gli obiettivi colpiti in mare. All'esercitazione erano presenti il capo di stato maggiore delle Forze armate, maggiore generale Mohammad Bagheri; il capo dei Pasdaran, Hossein Salami; il comandante della Forza aerospaziale delle Guardie della rivoluzione islamica, generale di brigata Amirali Hajizadeh. L'utilizzo di "missili a lungo raggio per obiettivi in mare indica che se i nemici dovessero avere cattive intenzioni saranno distrutti dai nostri missili", ha affermato Bagheri. "Non abbiamo intenzione di effettuare alcun attacco", ha precisato l'ufficiale, aggiungendo che l'esercitazione è una prova della capacità dell'Iran di difendersi "con tutte le sue forze" contro qualsiasi aggressore. 

Denominata "Grande Profeta 15", l'esercitazione prevedeva anche un attacco di droni a un sistema di difesa missilistico seguito dal lancio di una raffica di missili balistici terra-terra di "nuova generazione". Il tutto in un momento di crescente tensione con gli Stati Uniti negli ultimi giorni dell'amministrazione di Donald Trump. Il presidente uscente il 20 gennaio cederà il posto a Joe Biden, il quale ha aperto ad una possibile revoca delle sanzioni ripristinate dal suo predecessore, per far ripartire il negoziato. Ma Teheran ha già annunciato la ripresa dell'attività di arricchimento dell'uranio fino al 20%, a dispetto del limite (inferiore al 4%) fissato dall'intesa del 2015. 

Ma non è tutto: Francia, Germania e Gran Bretagna hanno espresso profonda preoccupazione dopo che Teheran ha annunciato che sta producendo combustibile a base di uranio metallico. Per Parigi, Berlino e Londra è una "violazione" dell'accordo sul nucleare del 2015, "non destinata ad alcun uso civile e dalle "gravi implicazioni militari. I tre governi hanno quindi chiesto all'Iran "di porre fine a questa attività e di tornare al pieno rispetto dei propri impegni nell'ambito dell'accordo sul nucleare senza indugio, se Teheran è seriamente intenzionata a preservare questo accordo".  L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), nel rapporto destinato agli Stati membri, secondo il Wall Street Journal, ha scritto che l'Iran ha riferito che installerà attrezzature per produrre uranio metallico in un impianto a Isfahan nei prossimi quattro o cinque mesi. L'uranio metallico può essere usato per costruire armi nucleari e l'Iran, secondo fonti occidentali, non lo ha mai prodotto finora. 

 

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