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Lungo il Tevere scorre un fiume di biciclette

ROMA L'emergenza Covid-19, tra i tanti effetti negativi, ne ha avuto almeno uno positivo: la stragrande maggioranza delle città nel mondo sta vivendo un vero e proprio boom del trasporto "a propulsione umana". Il traffico dei veicoli a motore è precipitato tra lockdown e smartworking, mentre le vendite di biciclette - seppure con gli inciampi informatici del Bonus governativo - sono aumentate vertiginosamente. Una "svolta" più repentina del previsto e che potrebbe consolidarsi - se si sarà in grado di cogliere questa opportunità - anche con il ritorno alla "normalità" dopo la fine della pandemia.

Inedite strategie di mobilità

Si aprono dunque inedite prospettive per il riassetto delle strategie di mobilità metropolitana, secondo i canoni dell'ecologia, dell'efficienza e della sicurezza. A fornire in prima battuta dati e spunti agli urbanisti sulle priorità di intervento possono essere le scelte - i "desiderata" di percorso - messe in pratica quotidianamente dai cittadini. I tracciati preferenziali a piedi e in bicicletta sono stati evidenziati ad esempio in questi anni dagli utilizzatori dell'app Strava, che hanno caricato in tutto il mondo oltre 4 miliardi di "spostamenti attivi".

La mappa degli spostamenti

Così è interessante analizzare le fotografie che questo strumento, dalle enormi potenzialità, ha scattato nel tempo su Roma. Strava diffonde infatti ogni mese una "heatmap" che mostra in modo suggestivo il "calore" complessivo generato nell'ultimo triennio dalla mobilità "a propulsione umana". Mettendo a confronto l'immagine del 2018 con quella dell'inizio del 2021 (https://www.strava.com/heatmap#8.83/12.54523/41.60119/hot/all) salta agli occhi una maggiore e diffusa luminosità della Capitale nel suo complesso, ma spiccano anche alcune direttrici emergenti: fra tutte il percorso ciclabile lungo il corso del Tevere. Sia quello verso le "Terre del Nord" - in via di consolidamente con la riscoperta del magico luogo della Foce dell'Aniene - che in particolare quello che collega la città al mare, ormai frequentatissimo (anche se ora provvisoriamente messo fuori uso dalle piene invernali del fiume).

Lungo la "Regina Ciclarum"

Si tratta di un tracciato sul quale da diversi anni gli attivisti delle biciclette sono impegnati in un costante lavoro di divulgazione e di attrezzatura. In particolare con il progetto della “Regina Ciclarum”, futura Ciclovia del Tevere dalle sorgenti romagnole sino al Tirreno, attraversando quattro Regioni e la Città eterna in 8 tappe e 444 km. «Un viaggio epico tra Terra e Acqua al cospetto di sua maestà il Tevere - spiegano i promotori - uno spazio di contaminazione popolare dai richiami silvestri delle sorgenti alla vastità del mare, tra periferie moderne e antiche vestigia. E ancora: uno scenario di mobilità, storia, relazione e svago, un corridoio naturale di impetuosa bellezza, una rotta e un approdo perchè città e cittadini tornino a dialogare con il fiume e le sue memorie». Da qui l'assonanza emotiva con la via Appia, “Regina Viarum”, per un richiamo alle suggestioni del passato, per pedalare in uno «spazio meticcio di continue commistioni, racconto primigenio di idee, culture e merci venute da lontano con un atto simbolico di riappropriazione, un'ansa dopo l’altra, di una storia millenaria».

LORENZO GRASSI

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