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Ue, altri 300 mln di dosi e l'Aifa autorizza Moderna

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La Commissione europea ha acquistato altre 300 milioni di dosi del vaccino Pfizer-BioNTech, in aggiunta ai 300 milioni di dosi già acquistate. Lo ha annunciato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. L'Italia dovrebbe avere perciò accesso ad almeno il 13,5% del nuovo lotto di dosi, pari - secondo il calcolo - a 40,5 milioni ricevendo così una fornitura complessiva di 81 milioni di dosi del vaccino Pfizer-Biontech entro la fine del 2021. «La Commissione europea ha proposto oggi agli Stati membri di acquistare ulteriori 200 milioni di dosi del vaccino Covid-19 prodotto da BioNTech e Pfizer con un'opzione per l'acquisto di altri 100 milioni di dosi», afferma una nota. «Questo - prosegue - consentirà alla Ue di acquistare fino a 600 milioni di dosi del vaccino, che è già impiegato in tutta la Ue». La presidente Von der Leyen ha inoltre riferito che 75 milioni di dosi aggiuntive verranno consegnate nel secondo trimestre di quest'anno e il resto entro la fine del 2021. «L'Europa avrà vaccini in abbondanza in un arco di tempo affidabile», ha sottolineato la presidente. Oltre al vaccino Pfizer-BioNTech, la Ue ha acquistato anche il vaccino prodotto dalla statunitense Moderna, ma sta ancora attendendo la consegna delle prime dosi dei 160 milioni acquisiti, prevista per la prossima settimana.  «Con i due vaccini autorizzati (dall'Ema) Pfizer-BioNTech e Moderna ci siamo già assicurati il numero di dosi necessarie per vaccinare 380 milioni di cittadini europei ovvero più dell'80% della popolazione. Altri vaccini seguiranno nelle prossime settimane e mesi. L'Europa avrà dosi sufficienti in un lasso di tempo certo».  Sui vaccini «Non ci saranno negoziati paralleli» dei singoli Stati membri, «negoziamo tutti e 27 insieme, tutti insieme portiamo avanti questa strategia di vaccinazione».

Intanto ieri, l'Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato il Covid 19 Vaccine Moderna per la prevenzione della malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) nei soggetti di età pari o superiore a 18 anni.  Nella riunione della Commissione Tecnico Scientifica di Aifa, è stato dato parere positivo al dossier, sottolineando il rapporto rischio/beneficio del vaccino particolarmente favorevole nella popolazione a maggiore rischio, e ha stabilito il regime di fornitura per l'immissione in commercio. Rispetto al vaccino della Pfizer il vaccino Moderna presenta differenze per la temperature di conservazione e il tempo dopo il quale scatta l'immunità, che per Moderna «si considera pienamente acquisita a partire da 2 settimane” dopo la seconda somministrazione, anziché una settimana che è la tempistica che riguarda il vaccino Pfizer. Diversa anche la distanza fra le due dosi: la schedula vaccinale prevede due somministrazioni a distanza di 28 giorni per Moderna, invece che di 21. Il vaccino Moderna viene conservato a temperature comprese tra i -15° e -25°, ma è stabile tra +2° e +8° per 30 giorni se in confezione integra, cosa che rende più agevole la distribuzione.  Altro dettaglio è che il flaconcino multidose contiene 6,3 ml e non richiede diluizione, è quindi già pronto all'uso. Ma uno degli indubbi vantaggi sarebbe la protezione per due anni, ipotizzata dall'amministrazione delegato di Moderna Stephan Bancel.

Anche se Ema, l'Agenzia Europea per il Farmaco tende a raffreddare gli entusiasmi: «Sui vaccini non sappiamo quanto sarà lunga la protezione». I vaccini di BioNTech-Pfizer e Moderna approvati in Ue «hanno mostrato negli studi clinici un'efficacia del 90% e un profilo di sicurezza adeguato». Riferisce Harald Enzmann, il presidente del comitato per i medicinali ad uso umano Ema.  Una decisione sull'autorizzazione all'uso del vaccino di Oxford/AstraZeneca, già in uso nel Regno Unito, potrebbe essere invece presa alla fine di gennaio, riferisce sempre l'Agenzia. ​«Dopo aver ricevuto più dati dalla società, l'EMA si aspetta che AstraZeneca presenti una richiesta di messa sul mercato condizionata per il suo vaccino la prossima settimana, con una possibile conclusione alla fine di gennaio». In effetti quindi per ora Oxford/AstraZeneca non hanno nè presentato tutti i dati richiesti nè presentato la richiesta di autorizzazione.

Intantto l'Agi rivela che proprio i dati dell'Ema relativi al processo di approvazione del vaccino Covid della Pfizer BioNTech, sarebbero stati diffusi sul darkweb dopo l'attacco hacker subìto dall'agenzia europea del farmaco nel dicembre scorso, e sono stati intercettati nei giorni scorsi da alcuni esperti di cyber intelligence italiani, infiltrati sul mercato nero digitale. Si tratta di file, email, e nomi di funzionari, trafugati dal sistema e resi pubblici su un black market a cui hanno accesso almeno un centinaio di account che conterrebbero informazioni riservate.

Alle 10 di venerdì mattina le vaccinazioni effettuate in Italia erano state 413121 su 908.700 disponibili 

 

 

 

 

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