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“Il nostro Eduardo” a 120 anni dalla nascita

Tv Rai1

TV A 120 anni dalla sua nascita, Rai Documentari ricorda il grande Eduardo De Filippo grazie ai nipoti che aprono l'archivio e l'album di famiglia per svelare Il nostro Eduardo

Sabato in seconda serata su Rai1 andrà in onda il racconto inedito e intimo del grande attore napoletano attraverso la sua famiglia, dalla viva voce dei nipoti. Matteo, Tommaso e Luisella hanno aperto i cassetti di casa e tirato fuori fotografie e filmini inediti, insieme a tante lettere, scoprendo così il volto intimo e inedito di Eduardo, lontano dalle rappresentazioni spesso trasfigurate dal tempo.  

Il documentario è preceduto dal ricordo di Marisa Laurito in cui l’attrice rievoca con commozione il suo incontro a 21 anni e l’ingaggio nella compagnia di Eduardo.

La regia di Didi Gnocchi e Michele Mally mette in evidenza tutto ciò che nell’opera di Eduardo, ma anche nella sua attitudine alla vita, è estremamente contemporaneo. Le sue commedie, considerate un classico del Teatro, hanno contenuti e significati che arrivano a noi con la stessa forza dell’epoca in cui sono stati scritti.

Eduardo mette in scena con estrema semplicità temi universali e sempre attuali: la crisi della famiglia, il rapporto tra padri e figli e tra uomo e donna, il disagio nella perdita dei valori, le tensioni e i conflitti individuali, il senso del dovere e la vendetta; ma soprattutto la ricerca della verità, che dia senso alla vita di tutti i giorni, scoprendo falsità e inganni generati sia dalle debolezze dell’uomo che dall’inasprimento e dalla competitività della società.  

Nel racconto traspare un Eduardo che vede lontano, dentro e fuori dalla famiglia, dalla società e da sé stesso.

Il teatro è il luogo della sua vita: è l’unico posto in cui trova pace perché lì, e nelle ore in cui scrive le sue commedie, riesce a sciogliere e risolvere i nodi dell’esistenza e del suo trauma di figlio illegittimo, insieme ai fratelli Peppino e Titina, di Eduardo Scarpetta, il più famoso attore e commediografo dell’epoca.

Il teatro, cura e terapia della sua anima, diventa così uno straordinario osservatorio delle anime dell’uomo moderno, volubile, pronto al compromesso, contraddittorio, fragile, ma sempre in cerca di una via d’uscita, anche grazie alla forza dell’immaginazione, che restituisca l'armonia mancata nella sua infanzia. 

«Questo è l’Eduardo che i suoi nipoti ci raccontano - commenta Didi Gnocchi, sceneggiatrice e regista del documentario - e che sarà condiviso con il grande pubblico. Un Eduardo precursore dei tempi, la cui creatività, che parte da Napoli per arrivare al mondo intero, riesce a parlare a tutti con un’apparente semplicità che cela la grandezza universale di questo uomo e del suo teatro».

METRO 

 

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