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Studenti e genitori in piazza contro la Dad

Milano

SCUOLA Doveva essere il giorno del rientro a scuola, ma dopo l’ennesimo rinvio (questa volta all’11 gennaio) studenti e genitori milanesi non sono rimasti a guardare. Il comitato “A scuola” ha organizzato una serie di manifestazioni. La prima in mattinata a piazza Affari, dove un folto numero di alunni si è riversato in strada per far sentire la propria voce. All’ora di pranzo l'attenzione si è spostata sul presidio - che va avanti ormai da giorni - indetto davanti Palazzo Marino. Studenti e membri del comitato speravano di incontrare il sindaco Giuseppe Sala, o gli assessori Marco Granelli e Laura Galimberti: «Con le istituzioni milanesi abbiamo un dialogo costante. Dobbiamo riconoscere che negli ultimi mesi il Comune, insieme a Regione Lombardia e alla Città Metropolitana, ha svolto un grandissimo lavoro. Era tutto pronto per far sì che si potesse tornare oggi sui banchi in presenza», sottolinea Lisa Jucca, del comitato.

Il “Patto per la scuola” varato dal Prefetto suggeriva nuovi orari per i negozi e alcune soluzioni per lasciare liberi i mezzi di trasporto negli orari di punta: «Un lavoro totalmente vanificato. Quello dei mezzi- aggiunge Jucca - è un falso problema. Il punto è che in molti hanno ancora timore di rientrare in classe e chiedono sicurezza al 100%, cosa che in un momento del genere non è garantibile».

Il “Modello Milano” pensato dalle istituzioni e dalla prefettura aveva tutte le carte in regola per far ripartire la scuola, eppure è arrivato il nuovo stop. Il comitato ha così pensato di inviare una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Chiediamo coraggio alle istituzioni. Bisogna fare delle scelte. In questo momento sulla scuola c'e' una vera e propria paralisi».

Una posizione condivisa anche da Sveva Pontiroli, rappresentante d’istituto del Liceo Volta di Milano: «Siamo stufi di essere sacrificati. Le scuole si stavano preparando da oltre un mese, non ripartire è inaccettabile». Nel frattempo, in tanti si stanno organizzando per cambiare il proprio modo di spostarsi, tramite ad esempio la web app “Scuole Tpl in rete”, dove gli studenti sono invitati a inserire il percorso che fanno da casa agli istituti. “Noi rappresentanti, sia del Volta sia degli altre scuole, stiamo facendo di tutto per sensibilizzare il più possibile all’utilizzo dell'applicazione- commenta Pontiroli- e la risposta che stiamo ottenendo è molto soddisfacente».  

Molti genitori si sono riuniti nel pomeriggio anche davanti Palazzo Lombardia, sperando di poter incontrare il governatore Attilio Fontana. Dal Pirellone, però, non si è presentato nessuno. «I ragazzi devono poter tornare in classe per la loro salute mentale e fisica», aggiunge Alessandra Merino, mamma di due adolescenti. I genitori e i ragazzi del comitato “A scuola” sono esasperati. Chiedono chiarezza e decisioni a lungo termine. Dalla loro parte si schiera il capogruppo regionale del Movimento cinque stelle, Massimo De Rosa: «Gli studenti aspettano risposte e Regione Lombardia dorme, pensando soltanto ai rimpasti».

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