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Covid: 18.020 nuovi casi Allarme dei virologi

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SALUTE Sono 18.020 i nuovi casi di coronavirus in Italia nelle ultime ventiquattro ore a fronte di 121.275 tamponi effettuati, 57mila meno di ieri, tanto che il tasso di positività schizza dall’11,38% al 14,85%. Cioè, ogni cento tamponi fatti, quasi quindici risultano positivi, un chiaro indice di un’epidemia in ripresa. I decessi nelle 24 ore sono 414 (ieri erano stati 548), per un totale di 77.291.

E' quanto emerge dal quotidiano bollettino sul coronavirus emesso da Protezione Civile e Ministero della Salute. Tornano a salire anche i ricoveri sia nelle terapie intensive, sia nei reparti ordinari. Secondo i dati, sono 2.587 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 16 più di ieri nel tra ingressi e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 156. Nei reparti ordinari degli ospedali ci sono invece 23.291 pazienti, 117 in più nelle ultime 24 ore. Gli attualmente positivi in tutto il Paese sono 571.055, 2.343 in più rispetto a mercoledì, mentre i guariti e i dimessi in un giorno sono stati 15.659, per un totale dall'inizio dell'emergenza di 1.572.015.

La Regione col maggior numero di resta sempre il Veneto, 3.596 nuovi casi in 24 ore. Altre sei regioni fanno registrare oltre mille casi: sono la Lombardia (2.799), l'Emilia Romagna (2.228), il Lazio (1.779), la Sicilia (1.435), la Campania (1.052) e il Piemonte 

Una ripresa del virus che preoccupa i virologi. «Mi auguro che non ci si debba trovare in una situazione simile a quella di due mesi fa. Ma i numeri non sono per niente rassicuranti», ha detto oggi Massimo Galli, direttore di Malattie infettive presso l'ospedale Sacco di Milano. Interrogato sulla possibile  terza ondata, ha risposto: «Vorrei mordermi la lingua per non dire qualcosa che fa parte dei miei timori e forse anche qualcosa di più. Su questo ho gravi preoccupazioni». Galli ha anche aggiunto che nella sanità pubblica non ci può essere posto per sanitari no-vax: «Nel contesto della sanità pubblica non c'è posto per operatori che hanno posizioni contrarie o esitanti nei confronti dei vaccini. Alcuni medici contrari alla vaccinazione - conclude Galli - hanno posizioni ideologiche dettate spesso da un’oggettiva incompetenza. Dei 'no vax' non amo parlare perché è come dare loro importanza». 

La buona notizia di giornata è il via libera dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), al vaccino anti-Covid dell'azienda americana Moderna, per l’autorizzazione all'immissione in commercio e all'utilizzo nell'ambito del Servizio sanitario nazionale. È il secondo in Italia dopo quello Pfizer-BionTech.  Il vaccino sviluppato da Moderna e approvato ieri anche in Europa potrebbe proteggere da coronavirus fino a 2 anni. A dirlo, l’Ad della casa americana, Stephane Bancel, il quale ha però precisato che sono ancora necessari ulteriori dati per una valutazione definitiva. In ogni caso, ha spiegato, «il decadimento degli anticorpi generati dal vaccino ha un andamento molto lento e quindi riteniamo che la protezione possa durare un paio d'anni». Per l’Ad comunque «lo scenario da incubo descritto dai media in primavera sul rischio che i vaccini durassero solo un mese è, credo, escluso».

 

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