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Auguri a Miyazaki e Baez per i loro 80 anni

Compleanni da star

ROMA Oggi tocca a Hayao Miyazaki. Sabato a Joan Baez. Entrambi entrano negli 80 anni. E se il  regista, sceneggiatore, animatore, fumettista e produttore cinematografico giapponese, con il suo Studio Ghibli, si mantiene fedele all'animazione, seppur ricorrendo alle nuove tecnologie offerte dal 4D, la regina del folk inizia la sua nuova vita come pittrice. 

Hayao Miyazaki vanta una carriera durata cinquant'anni che l'ha reso l'esponente dell'animazione giapponese più conosciuto all'estero.

La sua fama internazionale è aumentata ancora dopo le vittorie dell'Orso d'Oro e del Premio Oscar per La città incantata, primo e unico cartone animato giapponese ad aggiudicarsi questi premi.

Alcuni dei suoi undici lungometraggi hanno detenuto, o detengono tuttora, record d'incassi in patria: La principessa Mononoke fu il film di maggiore incasso nella storia del Giappone prima del colossal Titanic, a sua volta battuto tre anni dopo da La città incantata, che è la pellicola che ha incassato di più nelle sale nipponiche.

Quattro film di Miyazaki (oltre ai due già citati, anche  Il Castello errante di Howl e Ponyo sulla scogliera) sono inclusi nella classifica dei 10 più alti incassi della storia in Giappone.

E non è tutto. Perché la sua lunga attività è stata insignita con il Winsor McCay Award nel 1998, il Leone d'Oro al Festival di Venezia del 2005 e con l'Oscar onorario conferitogli dall'Academy nel novembre 2014.

Joan Baez non è da meno. Tanto che sarà la protagonista virtuale del ricevimento in occasione dell'apertura della mostra Mischief Makers 2, dal 6 gennaio al 14 febbraio, in una galleria di Mill Valley in California. Fra i tanti ritratti di personaggi simbolo al lavoro, la vicepresidente Usa Kamala Harris, l'epidemiologo Anthony Fauci, l'attivista Greta Thunberg, Patti Smith e il campione di football e attivista BLM Colin Kaepernick. Joan Baez è stata tra i fondatori della sezione americana di Amnesty International e ha cantato i diritti umani e sociali: dalle proteste contro il razzismo fino alla guerra nel Vietnam passando per una We shall overcame cantata nel 1963 a Washington quando Martin Luther King peronunciò il discorso "I have a dream". 

La Baez ha fatto della sua musica la bandiera politica di una società auspicata nel segno dell'uguaglianza, del rispetto e della parità. Così nell'album del '73, Where Are You Now, My Son?, sono finite le esplosioni del '72 ad Hanoi quando con altri pacifisti fu coinvolta nel "bombardamento di Natale" e costretta a restare per 11 giorni rinchiusa nel bunker del Metropole Hotel. Poi salì sul palco con Nelson Mandela all'Hyde Park di Londra contro l'invasione dell'Iraq e ha lottato in difesa degli indiani nella riserva Sioux in Dakota.

Il suo ultimo album, Whistle Down the Wind, risale a un paio di anni fa come anche la sua ultima  tournée internazionale, Fare thee Well

In piena pandemia la Baez ha dedicato all'Italia la sua versione di Un Mondo d'amore di Gianni Morandi. Ora, la sua vita è la pittura.

Due grandi artisti, due grandi personalità, due star che hanno fatto dell'arte poesia e della loro vita arte.

PATRIZIA PERTUSO

 

 

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