Coronavirus Italia

Virus, nuove limitazioni ma spunta la "zona bianca"

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ROMA Il Governo, con il Decreto Natale in scadenza, è al lavoro per definire le misure di contrasto alla pandemia tentando di conciliarle con le attività economiche e lavorative degli italiani.

Il calendario
Dopo la mezzanotte del 6 gennaio il Paese tornerà in zona gialla, ma solo il 7 e l'8, anche per favorire il ritrono in classe degli studenti, pur se al 50%. Il 9 e il 10 entrerà in zona arancione. È l'ipotesi più accreditata tra le decisioni che il Governo sta prendendo, e che sarà varata con un provvedimento ad hoc. Questo significa che lungo questi due giorni saranno aperti i negozi di alimentari ma non i centri commerciali; lavoreranno solo i bar e i ristoranti che forniscono il servizio di asporto o delivery (dalle 5 alle 22); aperti anche parrucchieri ed estetisti. Ci si potrà spostare solo nel proprio comune di appartenenza e il coprifuoco scattera dalle 22 alle 5. Restano consentite le visite da parte di non più di due persone (e non più di uno spostamento al giorno) ad amici e parenti, con uno o più minori di 14 anni al seguito.

Le restrizioni fino al 15 gennaio, Rt più severo
Dall'11 gennaio alla mezzanotte del 14 l'Italia sarà suddivisa in zone rosse, arancioni o gialli in base ai dati locali. Ogni regione cambierà colore in base all'indice Rt, che però sarà più stringente. Il Comitato tecnico scientifico ha chiesto infatti di abbassare la soglia di tolleranza: saranno "gialle" le regioni con indice Rt inferiore a 1 (finora la soglia era 1,25), arancioni quelle con Rt superiori a 1 (il limite attuale è sopra a 1,25), e rosse quelle con Rt superiore a 1,25 (al posto dell'1,50 adottato fino a oggi). Dovrebbe essere vietato anche lo spostamento tra regioni confinanti pur se entrambe in zona gialla. Poichè in questo caso il provvedimento costituirebbe una limitazione alle libertà costituzionali, il Governo dovrà varare unn Decreto legge, dopo un confronto tra le regioni.

 La zona bianca
Un'importante novità è l'ipotesi, data per certa, di costituire una zona bianca dal prossimo 15 gennaio. La proposta, avanzata dal ministro della Cultura Dario Franceschini, prevede la riapertura di tutte le attività culturali e delle palestre in quelle regioni con indice Rt inferiore a 1. Questo significa che cinema, teatri, sale da concerti e musei tornerebbero a lavorare, sempre però nel rispetto delle norme anti contagio: obbligo di mascherina, distanziamento tra le persone di almeno in metro e divieto di assembramento. La proposta ha incontrato il favore del premier Giuseppe Conte e degli altri ministri. 
 

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