Coronavirus Italia

Ritorno tra i banchi Si allarga il fronte del no

Coronavirus fase 3/scuola

ROMA  Si allarga di ora in ora il fronte dei contrari alla didattica in presenza a partire dal prossimo 7 gennaio. La riapertura delle scuole superiori (con percentuali di alunni presenti tra il 50% e il 75%) è fortemente sostenuta dal ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina, con il sostegno del premier Giuseppe Conte. Ma il timore che le classi chiudano dopo pochi giorni, in vista della terza ondata di Covid 19, non è espresso solo da buona parte del Comitato tecnico scientifico.

Le regioni contrarie
Il Veneto e il Friuli Venezia Giulia ieri hanno ufficializzato la loro contrarietà firmando entrambe due ordinanze che fissano la riapertura delle scuole dopo il 31 gennaio. "Non ci sembra prudente lasciare aperti licei, tecnici e professionali, quindi proroghiamo la didattica a distanza fino a tutto gennaio. Noi tifiamo per la scuola in presenza, ma abbiamo l'obbligo di valutare la situazione", ha spiegato ieri il governatore del Veneto Luca Zaia dalla sede della Protezione civile di Marghera.
L'assessore regionale all'Istruzione del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen, nel rendere noto lo stesso provvedimento per il suo territorio, ha puntalizzato: "Quando un sistema apre, deve avere reali garanzie che resti tale".

Dubbi da nord a sud
Potrebbero slittare le aperture anche in Liguria, dopo le critiche espresse dal governatore Giovanni Toti. Il Vicepresidente delle Marche, Mirco Carloni, nell'auspicare che la regione resti in fascia gialla, ha ipotizzato che una garanzia per non peggiorare la situazione sia far slittare la riapertura dellle scuole, dato che la nuova variante del virus ha abbassato l'eta media dei positivi e innalzato la percentuale di asintomatici. La Puglia sta lavorando a un'ordinanza per prorogare il ritorno in presenza degli studenti, mentre la Campania dovrebbe far rientrare gli alunni dall'11 gennaio con un progressivo ritorno alla normalità a partire dal 18. Critiche anche dal governatore della Calabria Antonio Sprlì: "Aprirei le classi  fino al 50% delle presenze, e non del 75%, se e solo se avessi la certezza che non debbano richiudere dopo pochi giorni.

Contrari al provvedimento anche i sindacati degli insegnanti: Rino Di Meglio (Gilda) ha ribadito: "Non ha senso riaprire in vista di una probabile terza ondata, per poi richiudere dopo pochi giorni".

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