papa a verona
6:29 pm, 18 Maggio 24 calendario

Davanti a Papa Francesco l’abbraccio tra un israeliano e un palestinese

Di: Redazione Metronews
abbraccio davanti al Papa
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«Davanti alla sofferenza di questi due fratelli che è la sofferenza di due popoli non si può dire nulla. Loro hanno avuto il coraggio di abbracciarsi e questo non solo è coraggio e testimonianza di volere la pace ma anche è un progetto di futuro, abbracciarsi». Così Papa Francesco all’incontro all’Arena di Verona «Giustizia e Pace si baceranno». Sul palco sono intervenuti l’israeliano Maoz Inon e il palestinese Aziz Sarah, parenti delle vittime del conflitto mediorientale. Dopo aver parlato si sono abbracciati e hanno poi abbracciato Papa Francesco, mentre con grande commozione tutti i presenti nell’Arena si sono alzati in piedi e hanno applaudito.

L’abbraccio davanti al Papa

Occorre «stare sempre vicini ai piccoli perchè la loro voce si faccia sentire», «incontrare i piccoli e condividere il loro dolore. E prendere posizione al loro fianco contro le violenze di cui sono vittime, uscendo da questa cultura dell’indifferenza che giustifica tanto». Così Papa Bergoglio: «È il Vangelo che ci dice di metterci dalla parte dei piccoli, dei deboli, dei dimenticati. Per porre fine a ogni forma di guerra e di violenza bisogna stare a fianco dei piccoli, rispettare la loro dignità, ascoltarli e fare in modo che la loro voce possa farsi sentire senza essere filtrata». Il Papa ha poi detto che «il Premio Nobel che possiamo dare a tanti di noi è il Premio Nobel del Ponzio Pilato perchè siamo maestri nel lavarci le mani».

Il futuro nelle mani dei popoli

«La pace non sarà mai frutto della diffidenza, dei muri, delle armi puntate gli uni contro gli altri – ha proseguito Papa Francesco – dice San Paolo: “Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato”. Non seminiamo morte, distruzione, paura. Seminiamo speranza! È quello che state facendo anche voi, in questa Arena di Pace. Non smettete. Non scoraggiatevi. Non diventate spettatori della guerra cosiddetta “inevitabile”. Come diceva il vescovo Tonino Bello: “In piedi costruttori di pace!”. Sono sempre più convinto che il futuro dell’umanità non è solo nelle mani dei grandi leader, delle grandi potenze e delle elite. È soprattutto nelle mani dei popoli; nella loro capacità di organizzarsi e anche nelle loro mani che irrigano, con umiltà e convinzione, questo processo di cambiamento».

18 Maggio 2024
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