intervista a matteo ricci
5:00 am, 19 Gennaio 24 calendario

Matteo Ricci: “Da Pesaro Capitale della Cultura un messaggio di pace e libertà rivolto al mondo”

Di: Redazione Metronews
Ricci da Pesaro messaggio
condividi

Duemila studenti accoglieranno sabato 20 gennaio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla Cerimonia inaugurale di “Pesaro2024 – Capitale italiana della Cultura”, in programma dalle 11 alla Vitrifrigo Arena. Una festa della città, aperta a tutte le generazioni. Con grandi ospiti, musica, arte, spettacoli e dj set sino a notte. «Il 20 gennaio sarà una data storica per Pesaro e per tutto il territorio – ha detto il Sindaco, Matteo Ricci – ma sarà anche una giornata di orgoglio nazionale, attraverso la cultura come elemento fondamentale. Pesaro2024 è una grande occasione di promozione che accende i riflettori sulle unicità culturali, ambientali, imprenditoriali, enogastronomiche della nostra bellissima città, provincia, regione. Un progetto collettivo, che abbraccia le due grandi sfide epocali che stiamo vivendo: quella ambientale e quella culturale. È il racconto di un territorio che ha deciso di giocarsi questa sfida in maniera corale, come una “città orchestra”, dove ognuno di noi, comuni, imprese, associazioni, cittadini, suona il proprio strumento per comporre insieme una melodia di rinascita».

Ricci: “Da Pesaro un messaggio rivolto al mondo”

Alla vigilia di questo importante appuntamento Metro ha intervistato il Sindaco di Pesaro, Matteo Ricci.

Sindaco Ricci, quale sarà il filo conduttore degli eventi promossi a Pesaro?

«Pesaro2024 è la provincia nella sua interezza, con l’ambizione di esaltare le caratteristiche locali per farle diventare nazionali. Ma è anche la cultura della Pace. Un valore che è stato filo conduttore del nostro percorso. Abbiamo dedicato la nostra vittoria alla popolazione ucraina, oggi il nostro pensiero si estende al Medio Oriente e a tutte le persone che stanno soffrendo a causa dei conflitti. Riteniamo che la cultura possa essere la base della libertà, della pace e della democrazia: un messaggio che da Pesaro vogliamo divulgare in tutto il mondo. Non è un caso se uno dei simboli di Pesaro2024 è proprio una foglia di ginkgo biloba, albero della pace e simbolo della natura che resiste».

Dai territori e dagli amministratori locali può trovare nuova linfa una rinnovata visione europea per battere sovranismi e nazionalismi?

«La cultura dei governi progressisti locali è fondamentale per dare una mano a Elly Schlein a vincere. La cultura politica che tiene insieme forti idealità e il pragmatismo e il riformismo del governo quotidiano delle città, è decisiva per vincere le elezioni. Da dieci anni, un terzo dell’elettorato è mobile: cambia di volta in volta oppure si riversa nell’astensionismo, che è voto di sfiducia. Nelle città noi sindaci l’abbiamo conquistato, consentendo al centrosinistra di vincere».

Insieme agli altri sindaci, ma in controtendenza rispetto alle indicazioni del suo partito, lei ha sostenuto la battaglia contro il reato di abuso d’ufficio. Perchè?

«Dentro il Pd abbiamo avuto una lunga discussione sul tema, ma credo che quello che è accaduto in Senato rappresenti una grande vittoria dei sindaci. Pur rispettando la posizione dei parlamentari dem che hanno votato contro il provvedimento, non possiamo che considerarla una vittoria, perché sono almeno 10 anni che chiediamo l’abolizione del reato di abuso d’ufficio, e si doveva trovare una soluzione ad un reato che intasa il sistema giudiziario e che finisce al 95% dei casi con un’assoluzione o archiviazione. Essere sindaco non deve comportare avere meno diritti. Il sistema giudiziario italiano si basa su tre gradi di giudizio e non si capisce perché uno dovrebbe perdere agibilità prima dei 3 gradi. L’abuso di ufficio è un reato che un amministratore rischia di compiere esclusivamente votando o firmando un atto. Se solo il 3% dei casi finisce con una condanna significa che come è scritto non funziona. Siamo davanti dunque a una misura che dovrebbe piacere a tutti coloro che credono nella giustizia e nello stato di diritto».

Secondo lei sui temi della Giustizia e della semplificazione della Pubblica amministrazione si gioca una sfida del profilo del Pd?

«Penso a una sinistra garantista, per cui una persona è colpevole dopo il terzo grado di giudizio. Mentre in questi anni si sono spesso e volentieri abbandonati politicamente amministratori dopo un avviso di garanzia: da Vasco Errani a Filippo Penati a Catiuscia Marini. Noi dobbiamo sciogliere questo nodo».

Gli Enti locali sono da sempre la spina dorsale per la coesione del Paese, l’Autonomia differenziata spinta della Lega rischia di accentuare le disuguaglianze?

«L’autonomia differenziata spacca l’Italia e riduce i diritti delle persone nella sanità nella scuola e nel welfare. Ci opporremo nelle Istituzioni e nelle piazze. Noi sindaci siamo pronti al referendum. Diciamo no a chi vuole dividere il Paese tra Nord e Sud, città e aree interne».

Lei che è stato vicepresidente del Pd dal 2013 al 2017 come pensa si possa rafforzare l’azione della Segretaria Elly Schlein? E cosa dice sulla candidatura della stessa Schlein alle europee?

«L’ambizione del Partito democratico deve essere quella di competere con Fratelli d’Italia per il risultato di primo partito. Credo che una forte polarizzazione fra il Pd e FdI possa essere un vantaggio per noi. Ecco perché il dibattito che ci sarà fra la nostra Segretaria, Elly Schlein e la Premier Meloni potrebbe risolversi a nostro vantaggio. Se, dunque, per polarizzare il dibattito in vista delle elezioni europee riterremo utile la candidatura della Segretaria, ben venga».

Su scala nazionale ed europea quale può essere il ruolo futuro della Regione Marche, a partire dall’imprenditoria e dai comparti forti come industria e agricoltura?

«Le Marche sono una grande Regione manifatturiera, abbiamo superato la fortissima crisi post immobiliare e ora abbiamo tante imprese leader nel mercato mondiale, che si stanno attrezzando attraverso l’intelligenza artificiale per diventare sempre più competitive. Stessa cosa per l’agricoltura, un settore di qualità che soprattutto nei prodotti enogastronomici ha raggiunto dei livelli di eccellenza straordinaria».

19 Gennaio 2024 ( modificato il 18 Gennaio 2024 | 16:45 )
© RIPRODUZIONE RISERVATA