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4:43 pm, 15 Gennaio 24 calendario

Commercio estero in sofferenza, a novembre -2,4% nell’export

Di: Redazione Metronews
Commercio estero
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Commercio estero in sofferenza. A novembre si stima una riduzione congiunturale per entrambi i flussi commerciali con l’estero, più marcata per le esportazioni (-2,4%) che per le importazioni (-0,6%). Lo rileva l’Istat, spiegando che la flessione su base mensile dell’export riguarda entrambe le aree, Ue (-2%) ed extra-Ue (-2,9%). Nel trimestre settembre-novembre 2023, rispetto al precedente, l’export è stazionario, l’import registra una modesta contrazione (-0,1%). A novembre, l’export si riduce su base annua del 4,4% in termini monetari (da +3,1% di ottobre) e del 6,4% in volume. La flessione dell’export in valore è più ampia per i mercati Ue (-5,4%) rispetto a quelli extra-Ue (-3,4%). L’import registra una flessione tendenziale dell’8,9% in valore, sintesi di un’ampia contrazione per l’area extra Ue (-20,7%) e di un contenuto aumento per quella Ue (+1,3%); in volume, la riduzione è molto contenuta (-0,2%).

Commercio estero in sofferenza

Tra i settori che contribuiscono in misura maggiore alla riduzione tendenziale dell’export si segnalano: metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-16%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-23,0%), coke e prodotti petroliferi raffinati (-22,5%) e sostanze e prodotti chimici (-7,4%). Crescono su base annua le esportazioni di macchinari e apparecchi non classificati altrove (n.c.a.) (+5,1%), autoveicoli (+16,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+3,9%). Su base annua, i Paesi che forniscono i contributi maggiori alla flessione dell’export nazionale sono: Svizzera (-23,7%), Regno Unito (-19,8%), Germania (-6,4%), Belgio (-13,7%) e Francia (-4,4%). Crescono le esportazioni verso Stati Uniti (+5,0%), paesi Opec (+5,6%), Turchia (+7,8%) e Cina (+5,8%). Nei primi undici mesi del 2023, il saldo commerciale è positivo per 28,9 miliardi (era -34,7 miliardi nello stesso periodo del 2022). Lo rileva l’Istat, spiegando che nei primi undici mesi dello scorso anno, l’export registra una moderata crescita tendenziale (+0,7%), cui contribuiscono in particolare le maggiori vendite di macchinari e apparecchi n.c.a. (+10%), autoveicoli (+23,7%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+6,5%), articoli farmaceutici, chimico-medicali e botanici (+4,2%) e mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+5,4%).

Contrazione dei beni intermedi

«La riduzione su base mensile dell’export a novembre, riguarda entrambe le aree, Ue ed extra-Ue; diffusa a quasi tutti i raggruppamenti principali di industrie, è per metà spiegata dalla contrazione delle vendite di beni intermedi – osserva l’Istat nel commento – nella media degli ultimi tre mesi, la dinamica congiunturale è stazionaria. Su base annua, l’export flette sia in valore sia in volume; la flessione investe in misura più intensa l’area Ue e coinvolge tutti i principali settori, a eccezione di autoveicoli, macchinari e alimentari. L’import mostra una lieve attenuazione della dinamica negativa in atto da marzo 2023». Nel mese di novembre i prezzi all’importazione aumentano dello 0,3% su base mensile e diminuiscono del 9,4% su base annua (era -10,2% a ottobre). «I prezzi all’import – sottolinea l’Istat – registrano un nuovo aumento congiunturale, per quanto contenuto, e un ulteriore ridimensionamento della flessione tendenziale, cui contribuisce soprattutto il rialzo dei prezzi di alcuni prodotti energetici nell’area non euro (gas naturale)».

15 Gennaio 2024
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