attacco di hamas a israele
8:49 pm, 11 Dicembre 23 calendario

L’Assemblea generale dell’Onu pronta a votare risoluzione per tregua nella Striscia di Gaza

Di: Redazione Metronews
L’Assemblea generale
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L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha programmato una riunione di emergenza per martedì 12 dicembre per votare una bozza di risoluzione che chiede un immediato cessate il fuoco umanitario a Gaza. A differenza che nel Consiglio di sicurezza, il voto dell’Assemblea, dove non si può apporre il veto, non è vincolante ma il risultato darà l’orientamento dei Paesi sulla guerra tra Israele e Hamas. Il presidente dell’Assemblea, Dennis Francis, ha inviato una lettera ai 193 Stati membri delle Nazioni Unite spiegando che l’incontro è stato richiesto dai 22 membri del Gruppo arabo e dai 57 membri dell’Organizzazione della cooperazione islamica. Riyad Mansour, l’ambasciatore palestinese alle Nazioni Unite, ha aggiunto che la bozza di risoluzione che sarà votata è simile a quella su cui venerdì gli Usa hanno posto il veto. Già lo scorso 27 ottobre l’Assemblea dell’Onu si era riunita in maniera straordinaria,  dopo l’ennesimo veto statunitense, e aveva deciso di chiedere «una tregua umanitaria immediata, duratura e prolungata che porti alla cessazione delle ostilità». Quel testo era stato sostenuto da 120 Paesi, tra cui Francia e Spagna, ed è stato respinto da 14 – Stati Uniti, Israele e altri 12 paesi alleati – mentre 45 si sono astenuti, tra cui Italia, Canada, Regno Unito e Germania.

Ue propone sanzioni contro Hamas

«Ho proposto alcuni elementi che possano guidare la nostra azione e che penso che potrebbero essere sostenuti, o sono stati sostenuti, da una forte maggioranza dei Paesi membri. Primo, nessuno spostamento della popolazione di Gaza e nessuna occupazione della Striscia di Gaza da parte di Israele. Poi, continuare ad agire contro Hamas, incluso con misure restrittive». Lo ha dichiarato l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Affari esteri dell’Ue. «C’è stata questa proposta» da parte di Francia, Germania, Italia di un regime di sanzioni per Hamas, «ne abbiamo parlato, nessuno ha espresso opposizione e pertanto sarà presentata al Consiglio per la sua approvazione», ha affermato Borrell.

Sciopero in Cisgiordania

In Cisgiordania, intanto, è sciopero generale contro la guerra di Israele a Gaza: lo riferisce l’agenzia di stampa palestinese Wafa. Lo sciopero, indetto dalle forze nazionali e islamiche in Cisgiordania, ha paralizzato tutti gli aspetti della vita, compresi i trasporti pubblici, l’istruzione, il settore finanziario e i negozi. Il ministero della Sanità di Gaza, governata da Hamas, ha aggiornato a 18.205 morti il bilancio delle vittime nella Striscia dall’inizio della guerra. Hamas stima che siano rimaste ferite anche 49.645 persone. Sarebbero invece oltre 100 i soldati israeliani uccisi dall’inizio dell’operazione a Gaza. Lo rende noto l’esercito di Israele, che è stato accusato di aver utilizzato munizioni al fosforo bianco fornite dagli Stati Uniti in un attacco a ottobre nel Sud del Libano. Lo denuncia un’indagine del Washington Post su frammenti trovati nel villaggio di Dheira. L’attacco del 7 ottobre su Israele «è come la Shoah e per questo va raccontato». Due mesi dopo la strage di civili compiuta da miliziani di Hamas, il regista Steven Spielberg ha parlato dell’accaduto e a favore dell’iniziativa della Shoah Foundation che ha iniziato a raccogliere testimonianze video delle atrocità commesse dai terroristi, da aggiungere alla raccolta di testimonianze di sopravvissuti all’Olocausto.

Riunito il Consiglio supremo di difesa

«Il Consiglio ha condannato senza riserve le brutalità commesse da Hamas in Israele lo scorso 7 ottobre, con atti di terrorismo che hanno causato più di mille morti deliberatamente tra i civili – tra questi tre italiani – e portato al rapimento di più di duecento persone tra i quali donne, bambini e anziani». È quanto si legge nella nota diffusa dopo la riunione del Consiglio supremo di difesa, presieduto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «In relazione al conflitto in atto è indispensabile il rilascio di tutti gli ostaggi detenuti da Hamas», evidenzia la nota, che poi aggiunge: «Fermo il diritto di Israele all’autodifesa nel rispetto del diritto internazionale, va assolutamente assicurata l’incolumità della popolazione civile, tenendo conto dell’aggravamento della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, dove vivono oltre due milioni di Palestinesi. Va scongiurato l’allargamento del conflitto nella regione, anche per questo va rigorosamente fermato l’acuirsi degli scontri in Cisgiordania».

Italia impegnata negli aiuti umanitari

«Le pause delle attività militari, assicurate da Israele per ragioni umanitarie, hanno rappresentato un passo avanti importante che ha consentito l’accesso agli interventi di soccorso delle Nazioni Unite e di altri attori e il rilascio di ostaggi – si osserva ancora nella nota finale del Consiglio supremo di difesa – questa resta la prospettiva da perseguire con determinazione riproponendo sollecitamente pause umanitarie. L’Italia è impegnata nell’invio di aiuti umanitari e ha, tra l’altro, prontamente messo a diposizione, presso il porto di Al Arish in Egitto, una unità navale appositamente attrezzata con un ospedale imbarcato che ha già avviata l’assistenza sanitaria, mentre è in corso anche l’attività istruttoria per assicurare la dislocazione di una struttura sanitaria da campo da collocare nella Striscia di Gaza».

11 Dicembre 2023
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