Roma
6:28 pm, 6 Novembre 23 calendario
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Sibilla Barbieri, suicidio assistito in Svizzera per l’attrice

Di: Redazione Metronews
Sibilla Barbieri
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Sibilla Barbieri ha scelto il suicidio assistito in Svizzera. L’attrice e regista romana è morta la scorsa settimana in territorio elvetico dopo il no dell’Asl alla richiesta di morte volontaria.

Sibilla Barbieri, suicidio assistito in Svizzera per l’attrice

La regista Sibilla Barbieri, 58 anni, malata oncologica terminale, è morta in una clinica svizzera dopo essersi autosomministrata il farmaco letale. Ne dà notizia l’associazione Luca Coscioni. Ad accompagnata c’erano il figlio e Marco Perduca, ex senatore radicale, iscritto all’Associazione Soccorso Civile.

Sibilla Barbieri era consigliera generale dell’associazione Coscioni e, dopo il diniego dell’Asl a Roma, aveva deciso di recarsi all’estero per poter ricorrere all’aiuto medico alla morte volontaria.

Perduca, Cappato e il figlio dell’attrice pronti ad autodenunciarsi

Il figlio di Sibilla Barbieri e Perduca domattina alle 10:30 si autodenunceranno presso i carabinieri, al Comando Stazione Roma Vittorio Veneto. Anche Marco Cappato si autodenuncerà in quanto legale rappresentante dell’Associazione Soccorso Civile che ha organizzato e sostenuto il viaggio di Sibilla Barbieri. Ad accompagnarli Filomena Gallo, legale difensore e segretario nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e coordinatrice del collegio legale di studio e difesa.

Il legale dell’Associazione Luca Coscioni: «Parere dell’Asl contrario al comitato etico»

«Con il team legale che coordino abbiamo seguito Sibilla Barbieri sollecitando l’ASL Roma 1 a effettuare le verifiche sullo stato di salute della nostra assistita. Abbiamo invitato l’Asl a procedere rispettando la sentenza di incostituzionalità della Corte costituzionale sul caso Cappato/Antoniani», Così l’avvocato Gallo, legale dell’Associazione Luca coscioni.

«I dirigenti dell’azienda sanitaria hanno predisposto le verifiche e inviato un diniego di accesso all’aiuto alla morte volontaria perché, secondo una Commissione Aziendale istituita ad hoc, la persona malata non dipendeva da trattamenti di sostegno vitale». Al diniego, prosegue il legale, «non era allegata la relazione medica e neppure il parere del Comitato etico competente, documenti che avevamo richiesto. Dopo avere verificato con il dottor Mario Riccio la documentazione medica che Sibilla Barbieri aveva prodotto, è emerso che invece Barbieri era sottoposta a plurime forme di sostegno vitale. Motivo per cui abbiamo presentato opposizione al diniego, informando i dirigenti dell’azienda sanitaria che la nostra assistita aveva intrapreso anche la procedura per andare in Svizzera, ma che avrebbe voluto concludere i suoi pochi giorni con i suoi cari in Italia».

L’avvocato Gallo riferisce quindi che «non vi è stata nessuna risposta da parte dei dirigenti Asl. Solo venerdì 3 novembre (quando Barbieri era già morta), abbiamo ricevuto il parere del Comitato Etico che conferma la sussistenza per Sibilla Barbieri dei requisiti indicati dalla Corte costituzionale mentre apprendiamo dal verbale della Commissione Aziendale che non possono aderire al parere positivo del Comitato Etico in quanto ritengono che non vi sia il trattamento di sostegno vitale e spiace e mortifica leggere perfino ‘che le condizioni attuali non sono coerenti con sofferenze fisiche intollerabilì. Sibilla Barbieri ha deciso di andare in Svizzera per porre fine alle sue sofferenze».

 

6 Novembre 2023
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