Milano
4:54 pm, 5 Luglio 23 calendario

Rivoluzione Ats: da 8 a 13 ambulatori, centralino unico e telemedicina

Di: Redazione Metronews
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Passano da 8 a 12 gli ambulatori di continuità assistenziale (l’ex guardia medica) della città di Milano ed aumenta di 300 ore l’attività ambulatoriale settimanale. E da settembre gli ambulatori saranno 13. Il piano, operativo da sabato 8 luglio, è stato presentato in conferenza stampa dall’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, da Walter Bergamaschi, direttore generale di ATS Città Metropolitana di Milano, e da Alberto Zoli, direttore generale di AREU. In più, sabato 15 luglio sarà attiva la nuova postazione telefonica Unic.a, (Unica Continuità Assistenziale) ubicata in via Farini 9 a Milano, all’interno della Casa di Comunità. Attiva dalle 19:30 alle 8 nei giorni feriali e 24 ore su 24 in quelli prefestivi e festivi. Nella nuova centrale i medici di continuità assistenziale prenderanno in carico le richieste del cittadino che ha contattato il 116117 con un bisogno sanitario e in caso fossero necessarie prescrizioni, potranno procedere direttamente con l’emissione di una ricetta dematerializzata. Il medico potrà, inoltre, eseguire televisite attraverso il portale di telemedicina predisposto in Unic.a. Per i casi nei quali fosse necessaria una visita di persona il medico potrà indirizzare il cittadino all’ambulatorio di continuità assistenziale più vicino, oppure attivare una visita domiciliare. Infine, nel caso in cui il bisogno del cittadino risultasse di tipo emergenziale, il medico di Unic.a. potrà indirizzare il cittadino verso il pronto soccorso più vicino oppure metterlo in collegamento con il 118.

A settembre quindi si arriverà ad avere 12 ambulatori operativi  dalle 9 a mezzanotte con fino a 17 medici in turno, invece degli 11 negli 8 ambulatori disponibili oggi. Tutti i municipi avranno almeno un ambulatorio. Come ha spiegato Bergamaschi, «in alcune fasce orarie  ci sarà un aumento dei medici in turno, che passeranno da 33 a 35. Nelle fasce meno richieste dei cittadini, con poche telefonate, si fermeranno 10 medici in questa centrale unica».  Dai dati di attività è stato rilevato che le postazioni nella fascia oraria 0 – 8 ricevono un numero ridotto di richieste. Gli accessi domiciliari sono in numero molto limitato. È pertanto utile una presenza più capillare sul territorio degli ambulatori. «Adesso con questa nuova riorganizzazione – ha detto Bertolaso – la telemedicina farà da padrona. È una bella sfida anche da questo punto di vista. L’utilizzo delle nuove tecnologie, per quelle che sono le situazioni ordinarie, per le urgenze, importanti per i nostri concittadini. Verrà fatto in modo da garantire proprio alle persone che hanno meno dimestichezza con questi problemi l’accessibilità e la possibilità di diventare anche loro utenti. È un passaggio davvero importante da un punto di vista tecnologico. Dobbiamo fare anche di necessità virtù, di fronte alla problematica della carenza di medici, che ormai è una patologia cronica del nostro Paese, non solo di questa Regione. Dobbiamo inventarci nuovi strumenti sfruttando quello che la tecnologia oggi ci permette di utilizzare. Basterà. ha concluso, “uno smartphone ma anche un telefono. Non è che con un telefono fisso non si riesca ad avere dai medici che risponderanno le informazioni che servono. Un altro aspetto importante è che se non si riesce a fare una diagnosi o mandare la ricetta per via telematica il medico va a visitare la persona sul posto. Non è che creiamo una barriera tecnologica tra i cittadini e i nostri colleghi. Anzi, cerchiamo di avvicinare tutti il più possibile».

Rinviato il Cup

Il Cup unico per le prenotazioni sanitarie in Lombardia invece non arriverà entro la fine dell’anno perché ci sono tempi di burocrazia che vanno necessariamente rispettati, e che non si possono comprimere, ha spiegato Bertolaso. «Dipendesse da me – ha detto alla stampa – lo farei ieri. Purtroppo dobbiamo seguire il codice degli appalti e tutte le procedure burocratiche che a me danno allergia e mi creano sindromi itteriche, come si dice in medicina. Purtroppo non possiamo farne a meno, ero stato molto ottimista, forse perché quando mi occupavo di altri temi andavo dritto senza guardare in faccia a nessuno. Oggi devo tenere conto della burocrazia, delle regole, delle procedure, dei vincoli, e questi sono i tempi. Non li possiamo comprimere, a meno che non facciamo una mega dichiarazione di emergenza, e allora superiamo tutti gli ostacoli. Per fortuna non siamo in emergenza da questo punto di vista, anche se la situazione è sicuramente delicata e vogliamo affrontarla e risolverla nel migliore dei modi».

5 Luglio 2023
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