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3:05 pm, 29 Giugno 23 calendario

Ue in pressing su Meloni. L’Eurogruppo: “La ratifica del Mes potrebbe servire ad altri”

Di: Redazione Metronews
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Il pressing Ue sul Governo Meloni per la ratifica del Mes si fa sempre più forte.

«Rispetto assolutamente e posso capire il punto di vista del governo italiano, quando dice che non vuole accedere a questi strumenti e non vuole usare questi dispositivi in futuro. Lo comprendo e lo rispetto. Ma la ratifica del Trattato consentirà che il maggior potere del Mes sia messo a disposizione di altri Paesi che potrebbero, invece, decidere di avvalersene in futuro. E mi auguro che questo possa essere tenuto in considerazione all’interno del dibattito in corso in Italia», ha dichiarato il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe, in audizione alla commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo.

Mes, Ue e Meloni

«Sono in contatto molto regolare con il ministro Giorgetti per quanto riguarda la situazione in Italia della ratifica del Mes. Il Trattato e il suo stato in Italia sono stati oggetto di una grande discussione e concentrazione costruttiva alla riunione del Mes. Il tema è stato discusso lì e anche all’Eurogruppo dove il ministro Giorgetti ha dato aggiornamenti. Quindi, ci sono molti contatti», ha ricordato Donohoe. «Si tratta di un Trattato che deve essere discusso nel Parlamento italiano a breve e formalmente. E’ un Trattato che ha una grande visibilità nella politica italiana. E io mi rendo conto quanto sia sensibile il tema e apprezzo il fatto che per il governo italiano questo Trattato sia un tema che abbia ampiamente commentato, perchè è una questione spinosa nella politica italiana e apprezzo molto questo», ha evidenziato Donohoe.

Meloni a Bruxelles

«Detto questo, però, è molto importante che, anche se un governo decide di non voler accedere alle disponibilità del Mes che saranno disponibili in futuro, si possa dire che con la ratifica di questo Trattato questi stessi strumenti potranno essere disponibili per altri governi e membri dell’area euro», ha spiegato il presidente. «Il motivo dell’importanza della ratifica di quel Trattato è che offre una maggiore rete di sicurezza alla nostra valuta comune, soprattutto in caso di future difficoltà, e questo non può che andare a vantaggio di tutti», ha concluso Donohoe.

Maggioranza assente in Commissione

La commissione Esteri ha dato l’ok al mandato al relatore al ddl per la ratifica del Mes. Come anticipato, la maggioranza non ha partecipato.

La maggioranza la settimana scorsa ha già disertato la riunione della Commissione esteri che ha dato il via libera al testo del Pd, poi licenziato. E non parteciperà alla discussione, secondo quanto si apprende, neanche domani nell’emiciclo quando è previsto l’approdo del provvedimento. L’orientamento, sempre secondo quanto si apprende, è quello di motivare solo la propria posizione – potrebbe farlo un rappresentante a nome di tutta la coalizione – ma senza intervenire nel merito della questione. Poi nella riunione della prossima settimana prossima a Montecitorio si chiederà il rinvio del voto. «Sine die», azzarda una fonte parlamentare della Lega. In realtà potrebbe essere indicato un termine che potrebbe essere quello di fine anno. Non settembre.

Le reazioni

«Ancora una volta i gruppi parlamentari di maggioranza non si presentano in Commissione e si dissolvono. Il governo, questa volta presente, ammette di non avere le idee chiare e si rimette al voto della Commissione in attesa di definire una propria posizione in Aula nei prossimi giorni. E’ un’anomalia assoluta rispetto ad una ratifica, che fa emergere un vero e proprio psicodramma in atto. Sono confusi e divisi politicamente», dice il deputato Pd Piero De Luca, capogruppo in commissione Politiche Ue. «Il nostro Paese però  non può permettersi ulteriori ritardi. Ne va della sua credibilità. Ci auguriamo che prevalga il buon senso e la propaganda strumentale di questi mesi al Governo e degli anni passati all’opposizione venga messa definitivamente da parte. Solo ratificando quanto prima la riforma del Mes difenderemo davvero gli interessi degli italiani e dell’intera Europa».

Secondo il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova ”Meloni ieri ostentava sicurezza e idee chiare; oggi in Parlamento la sua maggioranza si nasconde e preferisce l’auto-ostruzionismo alla responsabilità di un si o di un no. Il Presidente del Consiglio cerca di fare passare per una strategia negoziale, che sarebbe comunque sbagliata, quella che è la incapacità di superare le sue posizioni politiche demagogiche e anti Euro degli anni prima di Palazzo Chigi; e così – conclude Della Vedova – danneggia l’Italia”.

 

29 Giugno 2023
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