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12:56 pm, 4 Maggio 23 calendario

Migranti, Parigi: “Meloni incapace di gestire”. Scontro tra Italia e Francia

Di: Redazione Metronews
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Sui migranti è un nuovo scontro tra Italia e Francia.

L’Italia si trova a fronteggiare «una gravissima crisi migratoria» ma «è incapace di gestire i problemi migratori”, ha affermato il ministro dell’Interno francese, Gerald Darmanin. «Meloni, governo di estrema destra scelto dagli amici di Marine Le Pen, è incapace di gestire i problemi migratori per i quali è stata eletta», ha dichiarato Darmanin parlando a radio Rmc.

Il ministro Tajani
Il ministro Tajani

Lo scontro sui migranti, Tajani non parte per Parigi

Salta dunque la missione del ministro degli Esteri Antonio Tajani che era prevista per stasera a Parigi a causa dell’attacco del ministro dell’Interno francese.  «Non andrò a Parigi per il previsto incontro con il ministro Colonna. Le offese al governo ed all’Italia pronunciate del ministro Darmanin sono inaccettabili. Non è questo lo spirito con il quale si dovrebbero affrontare sfide europee comuni». Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Il ministero degli Esteri francese “spera” che la visita a Parigi del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sarà “riprogrammata rapidamente”, riferiscono i media transalpini, riportando la reazione della diplomazia francese all’annuncio di Tajani.

La nota del ministero degli Esteri francese

Il tema migratorio è “un problema che deve essere trattato da tutti gli Stati membri, tenendo presente che potremo avere successo ed essere efficaci solo attraverso la concertazione e un dialogo sereno”. E’ quanto si legge in una nota del ministero degli Esteri francese, diffusa dopo le polemiche sollevate dalle parole del ministro dell’Interno Gerard Darmanin, a seguito delle quali il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annullato la sua visita a Parigi dove avrebbe dovuto incontrare la collega Catherine Colonna.
“La relazione tra Francia e Italia si basa sul rispetto reciproco, tra i nostri due Paesi e tra i loro dirigenti. Questo è lo spirito del Trattato del Quirinale – si legge nella nota – È anche in uno spirito di solidarietà che il governo francese desidera lavorare con l’Italia per affrontare la sfida comune che rappresenta il rapido aumento dei flussi migratori, in particolare proveniente dal Mediterraneo centrale”.
Secondo il Quai d’Orsay, “la dimensione esterna della migrazione, che implica tra l’altro uno stretto rafforzamento della cooperazione con i Paesi di origine o di transito dei migranti, è uno dei pilastri della strategia europea ed è oggetto di scambi tra i governi francese e italiano, in particolare tra i due ministri degli Affari esteri”.

Macron

Macron-Meloni, una crisi che viene da lontano

La nuova crisi arriva al culmine di mesi di alta tensione tra Roma e Parigi. Era il 23 ottobre dello scorso anno quando, a Roma, si incontravano per la prima volta – per un colloquio informale – Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron, nella capitale per un evento organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio. E già qualche giorno dopo esplodeva la prima crisi diplomatica per il caso Ocean Viking. Il 4 la Francia si diceva “pronta ad accogliere” i 234 migranti soccorsi nel Mar Mediterraneo dalla nave e il ministro della Solidarietà francese, Jean-Christophe Combe, parlava di una “questione di umanità”. La Ocean Viking era da giorni in mare senza un porto. L’8 una fonte del governo francese citata dai media d’Oltrealpe accusava l’Italia di “comportamento irresponsabile” e di atteggiamento “contrario al diritto del mare e allo spirito di solidarietà europea”, affermando che “ci aspettiamo altre cose da un Paese che oggi è il primo beneficiario del meccanismo di solidarietà europea”. E poi il 10 novembre la Francia annunciava l’apertura a “a titolo eccezionale” alla Ocean Viking mettendo a disposizione il porto di Tolone, dove la nave di Sos Mediterranee attraccava il giorno successivo.

Meloni

Il 26 novembre veniva letto come un primo segnale di disgelo il colloquio telefonico tra Macron e Meloni con cui il presidente francese esprimeva il suo sostegno e la sua solidarietà dopo i drammatici eventi dell’isola di Ischia. E il 6 dicembre venivano registrati il breve saluto e la stretta di mano tra i due a Tirana, prima dell’inizio dei lavori del vertice Ue-Balcani occidentali, su iniziativa di Macron che avvicinava la Meloni già seduta al tavolo delle discussioni. Con il presidente francese “non abbiamo avuto il tempo di un bilaterale, ma come sapete nei prossimi giorni ci saranno molte occasioni di incontro”, diceva la premier.

Due giorni dopo fonti di Palazzo Chigi precisavano che Meloni “non ha assunto alcun impegno per una visita a Parigi, né dall’Eliseo è arrivato alcun invito ufficiale”. Era una risposta a fonti dell’Eliseo che evidenziavano il permanere di divisioni tra Italia e Francia sul tema della responsabilità dei salvataggi dei migranti in mare sostenendo che Meloni stesse “ancora cercando una data per la sua visita a Parigi, per la quale si è impegnata a lavorare” dopo il caso Ocean Viking. Poi, a sorpresa, Meloni, influenzata, saltava il vertice Med9 di Alicante. E il 17 gennaio arrivava la telefonata tra i due, un colloquio “cordiale” – come lo definiva Palazzo Chigi – per affrontare i principali temi al centro dell’agenda europea e internazionale.

4 Maggio 2023
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