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3:52 pm, 18 Gennaio 23 calendario

Una scuola su tre è in attesa di manutenzione straordinaria

Di: Redazione Metronews
Una scuola su tre
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Una scuola su tre ha bisogno di interventi di manutenzione straordinaria. Se infatti negli ultimi 5 anni (dal 2017 al 2021) a livello nazionale il 59,3% degli edifici scolastici italiani hanno beneficiato di interventi extra, nel 2021 c’era ancora un 30,6% di scuole in attesa. Dato quest’ultimo che al Sud sale al 36,8% e nelle Isole al 53,8%. Sempre negli ultimi 5 anni, per quanto riguarda le indagini diagnostiche dei solai, risultano essere state eseguite solo nel 30,4% degli edifici, dato che scende nelle Isole al 18,8%. È quanto denuncia Legambiente con la XXII edizione di Ecosistema Scuola in cui fa il punto, con dati riferiti al 2021, sullo stato di salute di 5.616 edifici scolastici di 94 capoluoghi di provincia – tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado – frequentati da una popolazione di oltre un milione di studenti. In sintesi la strada appare ancora in salita e ci sono forti ritardi sulla messa in sicurezza e il potenziamento dell’efficienza energetica, accompagnati da un divario crescente tra le scuole del Nord, quelle del Sud e delle Isole.

Una scuola su tre attende le opere

Interventi per la messa in sicurezza sono stati infatti realizzati, a livello nazionale, su appena il 12% degli edifici. Sul fronte interventi adeguamento sismico, nonostante il 53,8% dei comuni capoluogo di provincia abbia dichiarato di aver realizzato degli interventi negli ultimi 5 anni, tali lavori hanno interessato solo il 3,1% degli edifici scolastici. Nelle Isole le amministrazioni intervenute sono appena il 27,3%, in particolare in Sicilia, dove sono presenti tutti i 389 edifici scolastici posti in zona sismica 1 e 2 delle Isole. Qui negli ultimi 5 anni sono stati realizzati interventi di adeguamento sismico solo su 2 edifici, uno a Messina e uno a Catania. Quanto al contrasto al caro energia, che non risparmia neanche la scuola, sebbene a livello nazionale l’81% delle amministrazioni abbia dichiarato di aver realizzato interventi per rendere meno “sprecone” le scuole, questi interventi sono stati rivolti solo al 17% degli edifici scolastici, dato che sale al Nord al 21,2% mentre nelle Isole riguarda appena il 5,8% delle suole. Tra gli interventi realizzati: la sostituzione di caldaie, vetri e serramenti, quindi lavori di isolamento delle coperture e delle pareti esterne. Interventi importanti ma che spesso non hanno portato a dei veri e propri miglioramenti in termini di passaggio da una classe energetica inferiore a una superiore. Ad oggi solo il 4,2% delle scuole risulta in classe energetica A, appena il 10,8% nelle prime tre classi energetiche, mentre ben il 74,8% è fermo nelle tre ultime classi energetiche (il 39% in Classe G). Passi in avanti si registrano, invece, sulla presenza di impianti da energia rinnovabile nelle scuole: dal 2011 al 2021 gli edifici scolastici che li possiedono sono passati dal 12,4% al 21,8%. Tuttavia, se si continuasse con la stessa progressione ci vorrebbero almeno altri ottant’anni per avere tutte le scuole con rinnovabili.

Bene le nuove aule anti Covid

Gli unici dati positivi arrivano dagli interventi previsti con gli speciali Fondi Covid per realizzare nuove aule, potenziare i trasporti e la rete internet. Sono 544 le aule realizzate nel 2021, di cui 321 nuove e 223 recuperate da spazi precedentemente non utilizzati. Il 62,5% dei comuni ha adottato misure specifiche per l’organizzazione del trasporto pubblico, con il 32,5% che offre la possibilità di avere il trasporto scolastico gratuito. Inoltre, il 69% dei comuni ha realizzato interventi per potenziare la rete internet per la didattica a distanza  Di fronte a questo quadro, Legambiente lancia un appello al ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara e al Governo Meloni presentando un pacchetto di 10 proposte. Si tratta di interventi «da realizzare in tempi brevi partendo dai territori più fragili e con gap infrastrutturale, per una scuola più sicura, inclusiva, innovativa e meno energivora». Per questo l’associazione chiede, in primis, più attenzione verso i territori più fragili individuando modalità alternative di affidamento dei fondi attraverso bandi e dando supporto tecnico e amministrativo agli Enti Locali più in difficoltà  «Il Pnrr può inaugurare una nuova modalità di messa a terra delle risorse, ma non è la soluzione a tutto. Da qui ai prossimi anni – spiega Stefano Ciafani, presidente di Legambiente – il grande nodo rimane la qualità diffusa delle scuole. I lievi miglioramenti registrati nel 2021 sono troppo lenti e rischiano, in assenza di interventi diffusi e rapidi, di non superare mai il cronico stato di emergenza. Il fattore tempo è determinante ora più che mai, per questo è importante avviare un percorso di rinnovamento e messa in sicurezza per la scuola».

18 Gennaio 2023
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