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6:26 pm, 17 Gennaio 23 calendario
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Buco da 2 milioni. L’allarme di Avis Lombardia

Di: Redazione Metronews
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Un buco da due milioni di euro. È quello registrato da Avis regionale Lombardia che oggi ha lanciato un appello a politici e tecnici: l’attività associativa delle Avis del territorio e il sistema trasfusionale così com’è strutturato non sono più sostenibili. A dare l’allarme il presidente Oscar Bianchi, che chiede un impegno, forte e determinato, al prossimo governo di Regione Lombardia, affinché ricepisca lo schema di Convenzione rispondente alle istanze di Avis, in termini di riconoscimento delle spese sanitarie che generano la perdita nelle attività di raccolta associative, e tuteli la donazione al servizio del malato adottando un modello di sistema trasfusionale basato sulla programmazione.

«Le Avis del nostro territorio sono fortemente in difficoltà – spiega Bianchi in una nota -. Il sistema regionale associativo è in perdita di oltre 2 milioni di euro, una perdita coperta, fino ad oggi, dalle Avis Lombarde, che hanno utilizzato le loro risorse accantonate in 95 anni, risorse sottratte all’attività statutaria dell’associazione, e non destinate alla copertura dell’aumento dei costi sanitari, che sono esclusivamente di competenza del Sistema Pubblico. Abbiamo lavorato in tutti questi mesi per addivenire a una soluzione con Regione Lombardia, ma, pur trovando apertura da parte della politica, abbiamo trovato uno scoglio al momento insormontabile, quello dell’ambito tecnico».

Per il presidente Bianchi, lo scoglio è che il coordinamento del sistema trasfusionale è in capo a SCR/Areu, che si occupa di emergenza e urgenza. Ma «il sistema sangue non è emergenza e urgenza. È programmazione e pianificazione. Non possiamo essere considerati ‘fornitori’», ha aggiunto chiedendo di spostare la gestione del sangue nella direzione generale Welfare.

Altro motivo di preoccupazione sono le tariffe previste dalla Convenzione Stato Regioni che si basano su dati economici del 2017 e sono quindi «insufficienti». Ed è per questo che l’associazione ha lanciato un appello partendo dai suoi dati: 270 mila donatori, che forniscono il 90% di sangue ed emoderivati ​​in regione (circa 460mila unità, di cui 200 mila prelevate direttamente nelle proprie strutture) chiedendo a tutti i governatori di prendere un impegno “forte” per firmare uno schema di convenzione che garantisca la sostenibilità del sistema

17 Gennaio 2023
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