spreco alimentare
6:10 pm, 22 Dicembre 22 calendario

272 milioni di tonnellate di cibo buttate in 20 anni

Di: Redazione Metronews
272 milioni
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Sono 272 milioni le tonnellate di cibo buttate negli ultimi 20 anni in Italia: cereali, pesce, frutta, carne, verdura, uova, patate, barbabietole da zucchero, prodotti lattiero-caseari, colture oleaginose e via dicendo. A metterlo in evidenza è l’antenna italiana della World Organization for International Relations. Tracciando la produzione di rifiuti alimentari dal punto di vista della catena di approvvigionamento – analizzando quindi i dati effettivi in ogni fase della catena – si scopre che l’Italia è il Paese più “sprecone” d’Europa. Sul podio dello sperpero seguono poi la Spagna con 235 milioni di tonnellate di cibo sprecato e la Germania che ne spreca 230 milioni di tonnellate. I numeri sono una elaborazione basata sui dati pubblicati dal Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione Europea ed utilizzano per la prima volta un metodo coerente che prende in considerazione tutta la filiera.

272 milioni di tonnellate di cibo

All’Italia va il primato assoluto nello spreco di frutta e verdura. Mentre sui cereali, con 1 milione di tonnellate di spreco medio annuo, l’Italia è seconda dopo la Germania, che ne butta circa il doppio. L’Italia è inoltre seconda, dopo la Spagna, in quanto a spreco di colture oleaginose; ed è terza (dopo Germania e Francia) per gli sprechi di prodotti caseari e uova (rispettivamente 800 mila e 188 mila tonnellate). E poi ancora è terza, dopo Spagna e Francia, per lo spreco di pesce (400 mila tonnellate) e di barbabietola da zucchero (280 mila tonnellate). La World Organization for International Relations afferma dunque la «necessità improrogabile di cambiamenti radicali nel modo in cui le società producono e consumano». «Si tratta di una questione etica – sottolinea Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, presidente e segretario generale della World Organization for International Relations – ma lo sperpero di cibo porta anche ad un ingente danno economico e ad un irreparabile danno ambientale che innesca un effetto domino capace di produrre carestie ed eventi climatici estremi». A livello globale, lo spreco alimentare è infatti responsabile di 5 miliardi di tonnellate di gas serra emessi in atmosfera e di un consumo di acqua pari a circa 200 miliardi di metri cubi.

Decalogo Enea per il Natale a tavola

Intanto arriva un decalogo Enea per rendere sostenibile il Natale a tavola e combattere gli sprechi alimentari. Sul fronte alimentare, Enea è in prima linea con la Divisione “Biotecnologie e agroindustria” nel realizzare alimenti meno deperibili, processi di produzione più sostenibili, packaging biodegradabili, soluzioni contro le frodi alimentari e nuovi materiali, integratori e nutraceutici da scarti alimentari. Ecco le strategie suggerite dall’Agenzia: pianificare il reale quantitativo di cibo necessario per un pasto medio, prestando attenzione a quanto cibo è ancora presente nel frigo; valutare durante la spesa le scadenze dei vari prodotti in modo da acquistare solo ciò che serve o ciò che può essere reimpiegato in seguito; attenzione alle informazioni su tecnologie o ingredienti nelle etichette degli alimenti che aiutano a limitare lo spreco alimentare, ponendo in avanti nel frigo gli alimenti che scadono prima; prediligere i prodotti di stagione e quelli che hanno indicato il destino del packaging a fine ciclo per ridurre la porzione indifferenziata dell’immondizia; provvedere al condimento di cibi freschi o crudi solo al momento di servirli, in modo da conservarli per pasti successivi se non vengono consumati al momento.

Riutilizzare e conservare bene

E ancora: valutare al momento della raccolta degli avanzi la quantità di cibo che si può riutilizzare nei giorni successivi, invitando gli ospiti a portarne parte con sé o congelandoli prima che si deteriorino in confezioni di piccole dimensioni; utilizzare gli avanzi di cucina per creare nuove pietanze e utilizzare la frutta e la verdura troppo matura o ammaccata per preparare frullati, zuppe o dolci; collaborare con le iniziative locali contro lo spreco alimentare, donando il surplus alimentare alle onlus attive nella propria città; preferire cibi biologici in quanto prodotti con meno energia, meno emissioni di CO2 in atmosfera e meno fertilizzanti e fito-sanitari di sintesi; conferire gli avanzi di cibo e gli shopper biodegradabili nella raccolta dell’umido per trasformarli in compost.

22 Dicembre 2022
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