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4:07 pm, 5 Dicembre 22 calendario

Il Covid ha ridotto di un anno l’aspettativa di vita in Europa

Di: Redazione Metronews
Il Covid ha ridotto
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L’impatto della pandemia Covid «ha ridotto nel 2021 di oltre un anno l’aspettativa di vita nei Paesi europei rispetto a prima dell’arrivo del Sars-CoV-2: la riduzione più elevata registrata in Europa dalla Seconda guerra mondiale». Lo ha registrato un nuovo rapporto dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che ha esaminato le conseguenze dell’emergenza sanitaria sulla vita degli europei. «Alla fine di ottobre 2022, nei 27 Paesi dell’Unione europea sono stati segnalati oltre 1,1 milioni di decessi per Covid-19 – emerge dal report – oltre il 90% dei decessi per Covid si è verificato tra persone di età superiore ai 60 anni». L’impatto del Covid sulla mortalità è stato più basso nei paesi nordici (Islanda, Norvegia, Danimarca e Finlandia) e più alto nei paesi dell’Europa centrale e orientale (Bulgaria, Ungheria, Croazia, Repubblica Ceca, Slovenia, Lettonia e Romania)  Alcune nazioni come il Belgio, l’Italia e la Spagna «hanno avuto una enorme riduzione dell’aspettativa di vita nel 2020 ma sono state in grado di riprendersi nel 2021 perché sono diminuiti i decessi per Covid e per le altre maggiori cause di morte», evidenzia il report.

Il Covid ha ridotto le aspettative

La pandemia Covid-19 «ha avuto un impatto sulla vita di pressoché tutta la popolazione, a destare particolari preoccupazioni è la salute mentale e fisica dei milioni di giovani europei, i cui anni formativi sono stati contrassegnati da interruzioni delle loro attività sociali ed educative. Molti giovani e bambini hanno inoltre ridotto notevolmente il tempo dedicato all’attività fisica, e hanno mostrato un peggioramento delle loro abitudini alimentari, tanto che in alcuni paesi i dati sembrano indicare un aumento del tasso di sovrappeso e di obesità infantili», ha evidenziato il nuovo rapporto dell’Ocse. «In alcuni paesi europei (Belgio, Estonia, Francia, Svezia e Norvegia), la percentuale di giovani che riferiscono di avere sintomi di depressione è più che raddoppiata durante la pandemia, raggiungendo livelli di prevalenza di almeno due volte superiori a quelli delle fasce di età più avanzata», si legge nel documento. «La crescente domanda di sostegno alla salute mentale, unita alle interruzioni nella prestazione di assistenza durante la pandemia, ha messo a dura prova i servizi di salute mentale, già precedentemente in difficoltà. Nella primavera del 2021 e in quella del 2022 – evidenzia il report – circa il 50 % dei giovani europei ha riferito di avere esigenze di assistenza insoddisfatte in materia di salute mentale. Nonostante molti paesi abbiano attuato alcune misure a tutela e a sostegno della salute mentale dei giovani, l’entità dell’impatto richiede ulteriori azioni per garantire che la pandemia non lasci a questa generazione delle cicatrici permanenti».

5 Dicembre 2022
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