2:15 pm, 25 Novembre 22 calendario

Scende il sipario sulla F1 2022

A cura di ACS
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Per comprendere le dinamiche, esiti e controversie della lunga stagione appena conclusa, è opportuno partire da lontano, sintetizzando una linea cronologica fino ai giorni nostri.

Il campionato 2022 ha visto scendere in pista le monoposto ad effetto suolo, di gran lunga semplificate rispetto alle precedenti dove per ciascuna, i maggiori segreti, erano nascosti nell’area del fondo, sulle fiancate e in molti dettagli del retrotreno e sul muso, chiaramente primario il ruolo della power-unit.

Raramente ad inizio anno si era vista una tale vastità di soluzione, tuttavia individuata la giusta direzione, molti team hanno iniziato a sviluppare traendo spunto dal box accanto.

Le premesse sono state quelle di fine 2021, nel duello tra Verstappen ed Hamilton ed i veleni di Abu Dhabi costati il posto all’ex direttore di corsa Micheal Masi, di conseguenza entrambe le squadre dopo aver spinto moltissimo su quelle macchine, sono partite in difficoltà rispetto alla Ferrari che da molto tempo, lavorava al progetto F1-75.

Ma l’entusiasmo rosso è durato poco, poiché i tanti problemi di affidabilità come gli errori di gestione e strategia (troppi per essere elencati), parallelamente alla crescita della Red Bull ed un Verstappen praticamente perfetto e maturato proprio nel duello 2021 con Hamilton, hanno scavato divari incolmabili nelle classifiche piloti e costruttori, quando ancora c’erano tante gare da disputare.

Tornando alla Ferrari, dalle notizie divulgate recentemente, sembra esserci venti interni di guerra, visti quelli che sembrerebbero essere diventati i rapporti non proprio idilliaci tra Leclerc e Binotto; restano le immagini in mondovisione quando il team principal fu ripreso col dito verso il pilota che a caldo chiedeva risposte su una delle tante strategie fallimentari.

Le voci di un cambio alla gestione della Ferrari hanno portato una secca reazione della scuderia, che ha respinto notizie prive di ogni fondamento, ma quando escono prepotentemente delle voci (come l’anno scorso con Jean Todt), significa esserci del vero oppure si vuole bruciare una trattativa, sicuramente è il gioco delle parti quando i risultati non arrivano.

Leclerc è cresciuto, la sua classifica è oltremodo deficitaria, giusto riconoscere anche quei casi dove gli errori sono stati i suoi, ma vuole essere al centro del progetto come Verstappen in Red Bull ed Hamilton alla Mercedes, il secondo posto nella classifica piloti conquistato con la gara sontuosa di Abu Dhabi rappresenta il primo degli sconfitti, ma un salto avanti verso la gloria.

Di contro la Red Bull dopo le prime gare è stata perfetta con Verstappen marziano, anche se recentemente sono venuti a galla tutti i veleni all’interno del team, sfociati in Brasile quando Verstappen si è rifiutato di aiutare Perez in lotta per la seconda posizione nella classifica piloti, durissime le dichiarazioni di entrambi che avrebbero dovuto godersi più serenamente gli ultimi chilometri, derivanti secondo indiscrezioni dalle scorie di Montecarlo, quando Perez avrebbe commesso lo sgarbo di andare sulle barriere volontariamente terminando anticipatamente quella sessione di qualifica, escludendo di fatto Verstappen dall’ultimo tentativo per la pole.

Molto altro tra i due è accaduto, come il mancato aiuto nel gioco delle scie in alcune circostanze, se in Red Bull volessimo trovare una crepa, è stata individuata proprio nella mancata armonia tra i due piloti.

La Mercedes ha conosciuto una diversa realtà rispetto al recente passato.

Dopo aver prodotto una macchina aerodinamicamente spaziale, tanto da farne sospettare la legalità per alcune soluzioni estreme, non hai mai lottato per il titolo, lontanissima nella prima parte di campionato facendo leva sulla costanza e sui problemi altrui, poi nelle ultime gare migliorata al punto di cogliere la doppietta in Brasile; sfuma per Hamilton il record che l’aveva visto sempre vittorioso almeno una volta nella sue stagioni di partecipazione in F1.

Sono state innumerevoli le polemiche, la prima controversia è stata quella del porpoising, effetto inizialmente non riscontrato in galleria del vento viste le basse velocità di simulazione, che ne provocava il saltellamento delle monoposto, così dietro la spinta della Mercedes che più di tutte ha sofferto questo problema (diciamolo chiaramente), a campionato in corso è stata introdotta la direttiva di un parametro che ha visto alzare le vetture rispetto all’asfalto, di fronte a vetture che fanno proprio dell’effetto suolo la loro caratteristica.

È su questa linea che in molti, hanno trovato la conseguenza di una Mercedes complessivamente migliorata a differenza della Ferrari poi sparita.

Giusto ribadire come un primo vantaggio è stato conseguenza della direttiva (arrivata ufficialmente per motivi di sicurezza), l’altro è giunto con una serie di aggiornamenti che torneranno utili per la macchina del prossimo campionato.

Tornando alla questione delle gestioni di gare, altri malumori e incomprensioni sono arrivati nel Gran Premio d’Italia concluso dietro la safety-car, con le macchine sfilate vicino un mezzo pesante che rimuoveva una monoposto incidentata (dinamica che avrebbe consigliato la bandiera rossa), per lo spettacolo una conclusione anomala, senza rispetto verso i tanti tifosi presenti sul circuito (che paga profumati biglietti), idem quello televisivo (che paga profumati abbonamenti).

Ancora a Singapore con l’esito della vittoria di Perez su Leclerc confermata qualche ora dopo la bandiera a scacchi, nonostante la penalità sembrava scontata visto l’eccessivo distanziamento rispetto alla safety-car.

In Giappone è stata l’apoteosi del caos, dapprima per la pole confermata a Verstappen nonostante la manovra pericolosa in qualifica, poi in gara la gestione della partenza troppo

affrettata rispetto alle condizioni di bagnato che in prossimità del semaforo verde erano peggiorate, la presenza di mezzi pesanti in pista dove ad essere sanzionato è stato addirittura Gasly per non avere alzato il piede in regime di bandiera rossa comunicata pochi secondi prima, infine la celere penalità data a Leclerc senza nemmeno ascoltare le ragioni del pilota manifestando quindi una discrepanza di approccio rispetto Singapore, che ha fruttato la matematica certezza del titolo anche se ormai era solo questione di tempo.

In ultimo non per importanza, la controversa questione del budget cap, limite di spesa introdotto per equilibrare gli investimenti delle squadre, superato dalla Red Bull tanto da scatenare un uragano di polemiche e prese di posizioni, poi conclusosi con la sanzione di una riduzione di ore nello sviluppo presso la galleria del vento.

Il lato migliore, è stato il provvidenziale contributo dell’Halo a Silverstone nella dinamica dell’incidente poco dopo la partenza, con l’Alfa Romeo di Zhou che dopo essersi cappottata, ha attraversò la lunga via di fuga poi rimbalzando fino a terminare la corsa sulle barriere a pochi metri dalle tribune che ospitano migliaia di persone.

Nell’occasione il roll-bar andò distrutto, ma l’effetto perno dell’Halo ha salvato la vita del pilota giapponese, non bellissimo nel contesto delle attuali armoniose monoposto, ma dal contributo provvidenziale altrimenti la sorte sarebbe stata completamente opposta.

Nel campionato degli altri, è stata interessante la lotta per il quarto posto dei costruttori tra Alpine e McLaren, entrambe non senza problemi interni, da una parte Alonso che ha lamentato tanti problemi tanto da indurlo a cambiare squadra, in un clima che sul finire del campionato era oramai diventato tossico, dall’altra invece Ricciardo ha corso una stagione molto al di sotto delle aspettative per cui era stato ingaggiato, tanto da indurre il team a risolvere anticipatamente il suo contratto che sarebbe scaduto la prossima stagione.

Equilibrata fino all’ultima bandiera a scacchi, è stato il confronto tra i team a centro gruppo dove l’Alfa Romeo centra l’obiettivo dopo massimizzando l’ottima prima parte di stagione, poi diversi ritiri e una flessione nelle prestazioni che potrebbe essere spiegata dai ridotti aggiornamenti in vista della prossima macchina.

A pari punti l’Aston Martin che dopo l’inizio disastroso, è risalita marcando progressivamente punti ai limiti della top-ten, aspetto che ha dato morale per risalire nella seconda parte del campionato.

È stata l’ultima stagione di Vettel, in una discesa di motivazioni cominciata probabilmente nel 2019 durante il primo anno in Ferrari di Leclerc, sua vera spina nel fianco subito all’esordio e differenti condizioni, a quel punto l’ormai ex pilota preferì l’Aston Martin proprio per non avere eccessive pressioni e per verificare le sua capacità di guida, ma evidentemente l’esperimento si è rivelato fallimentare fino all’epilogo finale.

Statisticamente si chiude un’era, per la prima volta dopo sedici anni, nessuno tra Hamilton e Vettel ha chiuso la stagione nelle prime due posizioni della classifica piloti.

Per la Haas il ruolo di cenerentola è ormai un lontano ricordo, infatti dopo aver gareggiato l’anno scorso con una macchina uguale a quella dell’anno precedente, era chiaro come tutte le risorse a disposizione erano state proiettate per la rivoluzione tecnica della stagione appena conclusa.

Le attese sono state rispettate, la ciliegina sulla torta è stata l’incredibile pole di Magnussen ad Interlagos abile a sfruttare le condizioni meteo variabili.

Giusto ricordare come il pilota danese, era stato richiamato poco prima l’esordio in Bahrein, viste le problematiche legate all’importante sponsor russo e l’ex pilota Mazepin, tanto da oscurare ogni riferimento e colore dell’allora title-sponsor già nella terza sessione di test sul circuito di Catalogna, a Mick Schumacher i risultati altalenanti gli sono costati il sedile dell’anno prossimo, caratterizzati da incidenti spesso costati importanti cifre per le riparazioni ed il confronto col compagno di squadra, reduce da un anno di inattività.

Rumors lo danno prossimo a svincolarsi dall’orbita Ferrari con la quale è cresciuto, per avvicinarsi alla Mercedes che potrebbe proporgli un ruolo come pilota di riserva, così da non allontanarsi eccessivamente, vista la giovane età, da una futura possibilità di rientro in Formula 1.

Al suo posto ci sarà il veterano Nico Hulkenberg nonostante non sia titolare dal 2019, con quattro Gp negli ultimi tre anni come sostituto.

Passo indietro per l’Alpha Tauri che non ha saputo stupire come invece ci aveva abituato nelle precedenti esperienze, il giapponesino Tsunoda è andato spegnendosi mentre Gasly, ormai stanco di dovere aspettare la richiamata in “prima squadra”, ha approfittato del valzer di sedili per trovare l’accordo in Alpine, dove andrà a formare una coppia tutta francese staccandosi definitivamente dall’orbita Red Bull.

La Williams, ultima in classifica poche volte a punti che nelle statistiche, ricorderà come miglior risultato il doppio nono posto, di Albon a Miami e l’exploit di De Vries a Monza; dopo tre stagioni saluta Latifi.

Classifica Piloti

1. Verstappen (Red Bull) 454pt

2. Leclerc (Ferrari) 308pt

3. Perez (Red Bull) 305pt

4. Russell (Mercedes) 275pt

5. Sainz (Ferrari) 246pt

5. Hamilton (Mercedes) 240pt

7. Norris (McLaren) 122pt

8. Ocon (Alpine) 92pt

9. Alonso (Alpine) 81pt

10. Bottas (Alfa Romeo) 49pt

11. Vettel (Aston Martin) 37pt

12. Ricciardo (McLaren) 37pt

13. Magnussen (Haas) 25pt

14. Gasly (Alpha Tauri) 23pt

15. Stroll (Aston Martin) 18pt

16. Schumacher (Haas) 12pt**

17. Tsunoda (Alpha Tauri) 12pt*

18. Zhou (Alfa Romeo) 6pt

19. Albon (Williams) 4pt****

20. Latifi (Williams) 4pt

21. De Vries (Williams) 2pt

22. Hulkenberg (Aston Martin) 0pt

* non partito in Arabia Saudita causa problema tecnico durante il giro di schieramento verso la griglia di partenza;

** non partito in Arabia Saudita causa incidente in qualifica;

*** due gare saltate causa Covid sostituito da Hulkenberg.

**** una gara saltata (Gp Italia) sostituito da De Vries

Classifica Costruttori

1. Red Bull 759pt

2. Ferrari 554pt

3. Mercedes 515pt

4. Alpine 173pt

5. McLaren 159pt

6. Alfa Romeo 55pt

7. Aston Martin 55pt

8. Haas 37pt

9. Alpha Tauri 35pt

10. Williams 8pt

Andrea La Rosa – SportOne

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25 Novembre 2022
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